PUNTA PEROTTI: INDOVINATE UN PO’ CHI PAGA?

Non so se dicendo Punta Perotti venga subito alla mente ciò di cui stiamo parlando. Credo che però citando gli ecomostri d Bari e  Michele Matarrese il ricordo diventi più nitido. Ma torniamo indietro nel tempo. Anno 1995. Lungomare di Bari, a poco più di 300 metri dalla spiaggia di Pane e Pomodoro gli imprenditori Andidero, Matarrese e Quistelli edificarono oltre 120.000 metri quadrati di cemento dopo aver ottenuto regolare licenza edilizia dal Comune di Bari,  dopo cioè un lunghissimo iter “ad ostacoli” iniziato dalla fine degli anni 70, fatto di progetti , commissioni, pareri ed ovviamente belle cifre di denaro versate a vario titolo per l’ottenimento della licenza edilizia come ben sa chiunque abbia deciso di costruire qualcosa in Italia, un intero quartiere come pure una rimessa per gli attrezzi in giardino.

Michele Matarrese Leggi il seguito di questo post »

MANICOMIO ITALIA: LE ULTIMISSIME DA……

Mentre ancora attendiamo che qualcuno ci spieghi perché il Comandante della Enrica Lexie abbia deciso di entrare in porto, in acque territoriali indiane, permettendo alle autorità locali di arrestare i nostri due fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (detenuti, lo ricordiamo, da oltre due mesi nella prigione di Trivandrum, nello stato indiano del Kerala), apprendiamo che lo Stato Italiano ha deciso di versare 10 milioni di rupie (oltre 140.000 euro) alle famiglie dei due pescatori della cui uccisione sono stati accusati proprio i nostri due marò, in servizio antipirateria sulla Enrica Lexie. Il Ministro della Difesa Giampaolo di Paola ha confermato la notizia, commentando “E’ stato un atto di donazione, di generosita’, ex gratia, al di fuori di un contesto giuridico”. Leggi il seguito di questo post »

QUANDO FINIRA’ QUESTA MATTANZA?

 C’è qualcosa di profondamente malato in questa nostra società. E non mi riferisco al fatto che comportarsi correttamente spesso non paghi, o che oggi fare la escort o il truffatore possa anche aprire le porte dell’alta società a patto che il portafogli o il conto in banca siano doverosamente riforniti, la borsa griffata, le vacanze quelle giuste, da gregge al pascolo…Oggi cultura si scrive con la k, e non si scrive una lettera neppure con un fucile puntato alla tempia, meglio un bel sms magari farcito di emoticons che se non ne conosci il significato, peggio per te vecchio matusa!

Poco male, il mondo va come va e dove vuole andare. Ci si può sentire fuori tempo, fuori contesto, ma questa è una divagazione rispetto alla quale ognuno si comporta e si arrangia come meglio può o sa.

Ma c’è un aspetto in questo caos totale che è proprio difficile mandar giù. Mi riferisco alla mattanza di bambini cui assistiamo ormai quasi quotidianamente. Bambini usati come merce di scambio, terreno di ricatto, come oggetti e non come persone. Nella migliore delle ipotesi nel corso di separazioni più o meno selvagge, nelle quali i piccolo vengono strattonati a destra e a manca. Nelle peggiori, i bambini ci rimettono le pelle.

Mi torna in mente il piccolo Claudio Franceschelli, ammazzato dal padre a nemmeno sedici mesi, gettato nelle acque gelide del Tevere dello scorso febbraio, acque guardando le quali chiunque inorridirebbe al solo pensiero che possa cadervi anche solo un braccialetto. Leggi il seguito di questo post »

Ciao Lucio, continua a guardarci negli occhi……..

Se ne è andato in un momento. Senza preavviso. Ad appena quattro giorni dal suo sessantanovesimo compleanno. Una morte rapida, immediata. Sicuramente invidiabile per quanto possa esserlo la morte.Un attacco cardiaco che lo ha portato via di qui, in un altrove da dove magari continuerà a guardare il mare delle sue amate isole Tremiti. E dove forse, come affermano i frati della Basilica di S. Francesco D’Assisi- tra i primi a dare la notizia su Twitter- S. Francesco lo accoglierà per portarlo alla presenza del Signore.

Quando ad andarsene è un poeta ed un artista nel senso pieno del termine, capace di arrivare al cuore di tante persone di ogni età, oltre il dolore ed il senso di vuoto creato dal distacco, vi è la triste  certezza di non poter più godere dell’arte, delle emozioni, della poesia.

«Comunico guardando negli occhi della gente e cercando le loro fatiche e la loro disperazione che è la mia», si legge in una dedica che Lucio Dalla fece a Napoleone, storico ristoratore di Via Arno nella sua Bologna. E forse è proprio questo il grande dono dell’artista. La capacità di raccontare le emozioni, che siano disperazione e dolore, oppure gioia pura, in un modo che chiunque ascolti si chieda come sia possibile che quella canzone o quella poesia parlino proprio di lui, della sua storia, della sua vita fatta di cadute, inciampi, amore e di qualche successo.

Tornando a Napoleone, fu sempre lì che per quasi dieci anni Lucio Dalla non ha mai mancato l’appuntamento del 6 gennaio, quello del pranzo offerto ai senzatetto dalla Associazione Piazza Grande (che prese il nome proprio dalla delicata ed emozionante canzone dedicata da Dalla  ai senzatetto), mangiando con loro, suonando per loro e credo guardandoli negli occhi per leggervi la  storia di ognuno. Leggi il seguito di questo post »

SCHERZA CON I FANTI….MA LASCIA STARE I SANTI

La foto ha fatto il giro dei social networks ed ha lasciato senza dubbio a dir poco stupiti. Un pupetto di circa sei mesi mascherato per il suo primo Carnevale da Capitano Schettino, un po’ insaccato nella divisa da ufficiale nel suo passeggino trasformato nella nave Concordia con un cartello che recitava la ormai famosa frase pronunciata dal Capitano De Falco a Schettino “ Salga a bordo c…..”. Il padre e la nonna intervistati hanno dichiarato che alla base della scelta del travestimento carnevalesco c’era solo la volontà di essere originali, e non certo quella di giudicare l’operato di Schettino. Mi tornano in mente le immagini di turisti che si facevano fotografare con il relitto della stessa Concordia alle spalle o nei luoghi del ritrovamento delle povere Sarah Scazzi e Yara Gambirasio. Leggi il seguito di questo post »

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