Carlo Taormina: “Berlusconi? Sceglie schiavi e servi, non persone”

Nel clima da guelfi e ghibellini che si è creato attorno alla figura del  Presidente del Consiglio,  con da una parte critiche feroci e spesso aprioristiche alla Di Pietro per intenderci, e genuflessioni imbarazzanti  e continue dall’altra (non faccio esempi perché sarebbero troppi), giungono inusuali le dichiarazioni rilasciate da Carlo Taormina a Left anche se assolutamente in linea con un personaggio che ha più volte dimostrato di non temere di esprimere le proprie opinioni, anche se scomode ed a costo di pagarne  il prezzo.“. Rifletto spesso per capire la ragione per la quale con me c’e’ stato un atteggiamento diverso. Ho sempre ragionato con la testa mia e questo non e’ un pregio per Berlusconi”, ha aggiunto Taormina spiegando il perche’ del divorzio dal partito di Berlusconi.
“Non sono mancate le occasioni nelle quali ho fatto notare quello che non andava soprattutto dal punto di vista della moralita’ e dell’onesta’. Berlusconi e’ una persona di assoluta distanza da problemi di corruttela per quello che riguarda lo svolgimento dell’attivita’ politica. Pero’ il suo grande difetto e’ di avere scelto le persone in base a criteri assolutamente gratuiti e che si basano sul fatto che essenzialmente si tratta di schiavi e di servi piuttosto che di persone. Non va oltre nella valutazione delle propensioni, delle capacita’, delle tendenze, dell’onesta’ degli individui. Onesti, non onesti, basta che siano al suo servizio”.
“Se si parte dal presupposto che questo sia un partito – afferma ancora Taormina – si sbaglia tutto. Questo non e’ un partito. E’ un centro di diffusione di programmi, di obiettivi che ruota sempre e soltanto intorno alla persona di Berlusconi. Quando si parla di Tremonti come dell’unico personaggio che in qualche modo sarebbe in grado di contrastarlo, di parlargli alla pari, si sbaglia. Anche Tremonti fa esattamente quello che vuole Berlusconi, perche’ non esiste che qualcuno faccia cio’ che Berlusconi non vuole. Questo e’ il problema di fondo. Non conta niente nessuno. Sono tutti delle marionette” conclude Carlo Taormina.

Il modus operandi di Berlusconi, più da monarca che da politico e men che meno da statista, se non modificato,  rischierà di portarlo alla sua stessa fine politica, perché se da un lato i cittadini tendono ad identificare ciò che di positivo è stato fatto dai governi Belusconi dal ’94 in poi con la figura del Presidente del Consiglio, per lo stesso principio, dall’altra, tendono invece ad identificarlo con i molteplici episodi di corruttela, mala politica e scarsa moralità, che hanno investito il PDL in questi anni. Episodi che ad onor del vero, sono accaduti trasversalmente in quasi tutti i partiti politici.  Se la stella di Silvio Berlusconi dovesse tramontare, il rischio concreto ad oggi è che con essa si perda la memoria di ciò che di buono è stato fatto, e siano le tinte fosche di tanto malaffare a restare impresse nelle menti degli italiani.

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Turisti americani non trovano taxi, Montezemolo gli offre un passaggio

Tra mille brutte notizie di cronaca, politica ed economia, finalmente un episodio divertente e positivo.  E’ successo l’altra sera in un noto ristorante a Trastevere. Due turisti americati, terminata la cena, chiedono al proprietario del ristorante di chiamare loro un taxi per far rientro in albergo. Missione impossibile, nonostante numerosi tentativi, di un taxi neanche a parlarne. I due evidentemente cominciavano  ad infastidirsi, quando è intervenuto Luca Cordero di Montezemolo, che stava trascorrendo una serata con la moglie ed alcuni amici, tra i quali Giovanni Malagò e Pietro Calabrese. “Vi accompagno io” ha detto il Presidente della Ferrari, che ha lasciato al parcheggio la Maserati con cui gira abitualmente, scegliendo la Panda con la quale era arrivata la moglie, più agile nel traffico, per accompagnare i turisti americani in albergo. Durante il breve tragitto da Trastevere a Piazza del Popolo,  la coppia di americani hanno chiesto di cosa si occupasse quel signore così gentile, se fosse un attore, visto che nel ristorante avevano notato proprio una sua foto appesa al muro.  Quando Montazemolo ha risposto di essere il Presidente della Ferrari, i due non riuscivano a crederci, fino a che Montezemolo non ha  dato loro un biglietto da visita. E pensare che il turista americano possiede proprio due Ferrari.  “Non tollero che si parli male del mio Paese,  -ha detto Montezemolo-, della gente che lavora tra mille difficoltà» Ma siamo sempre lì. Se ognuno di noi facesse la sua parte e tutti insieme facessimo squadra, questo Paese non avrebbe rivali al mondo. Invece…».  Dovremmo riflettere su questo piccolo grande gesto. Chi conosce  bene il Presidente Montezemolo sa  che quanto accaduto non è frutto di esibizionismo ma piuttosto del suo modo d’essere.  Una persona affabile, cordiale, ben disposta verso gli altri. Un italiano vero insomma. Uno molto lontano da chi, invece, riesce a lasciare a pane ed acqua bambini di pochi anni nella mensa della scuola i impedirgli di prendere lo Scuolabus. Dice bene lui, se ognuno di noi ricordasse cosa vuol dire essere italiano, e si comportasse da tale, sicuramente ci troveremmo a vivere in modo diverso e migliore. Ci sono gesti, comportamenti, che costano poco ma significano tanto e arricchiscono chi li riceve così come chi li compie.