Rignano Flaminio, testimoniano i genitori. Gli imputati? Non pervenuti

Lunedì mattina, ore 9.00 Tribunale di Tivoli. Primo piano. Stavolta, finalmente, sono i genitori ad essere chiamati a testimoniare. I giornalisti presenti mi chiedono come si sentano, come vivano questa giornata.  Bene rispondo io, sereni per quel che si può essere sereni in questo orrore senza fine. Ma determinati e impazienti di poter raccontare i fatti. La verità. La vita vissuta. Fotogramma dopo fotogramma. Raccontare l’inizio di quello che sembrava un incubo impossibile ed invece purtroppo era realtà. Paura? No. Ma quale paura. Chi deve raccontare la verità non ha paura. Tensione, sicuramente, il senso di responsabilità di chi sa che sta  lottando per rendere giustizia al proprio bambino. Che questo processo è l’unico modo per ottenere giustizia. Certo, non può cancellare il passato. Ma restituire dignità a delle creature che oltre il danno hanno subito anche la beffa. La beffa di doversi “difendere” da chi, come gli avvocati degli imputati, dopo le perizie, l’incidente probatorio, continuano a dire che si è trattato di “contagio” dichiarativo. Andateglielo a raccontare a queste creature di otto anni, che ricordano perfettamente quello che hanno subito, che in realtà si trattava di un incubo….magari lo fosse stato. Ma di una cosa possono stare certi i nostri bambini. Che non molleremo mai, neanche di un centimetro, finchè giustizia non sarà fatta. E la avranno. 

Mi ha molto stupita l’assenza dei coniugi Scancarello. Anche perchè sono stati quasi sempre presenti. Ho pensato che se fossi stata io l’imputata, accusata -come loro asseriscono- ingiustamente, per nulla al mondo avrei perso le udienze in cui i genitori avrebbero testimoniato. Guardare negli occhi chi li accusa, seppur “de relato”, guardare diritto negli occhi, a testa alta, sicuri della propria innocenza. Non ricordo di averli mai visti così. A dire il vero, le poche volte che ho incontrato qualcuno degli imputati a Rignano Flaminio, al supermercato o per strada, non li ho mai visti guardarmi diritto negli occhi. Ma ognuno reagisce come può e per come è.  Mi è stato riferito che uno degli avvocati, credo Borgogno, si sarebbe molto, ma proprio molto, stupito per la calma dimostrata dai genitori nel narrare fatti tanto gravi. Come é possibile mantenere il sangue freddo nel ripercorrere il calvario del proprio bambino?  Forse farebbe più comodo a qualcuno se i genitori perdessero la pazienza, e si comportassero finalmente come dovrebbero fare “diligentemente” delle persone contagiate da “isteria collettiva”. L’isteria forse può cogliere più facilmente quando il dramma si sta consumando. Nel nostro caso si è già consumato. Non può accadere nulla di peggiore di quello che è già accaduto.

 Prossima udienza 20 Dicembre. TIC TAC, TIC TAC, TIC TAC, il tempo corre……….e  nessuno può fuggirgli!

 Che sia un tempo sereno per tutti i bimbi del mondo, che sia un tempo infernale per tutti coloro che i bimbi li oltraggiano.

Prossima udienza il 20 dicembre.