RIGNANO FLAMINIO:E CHE GIUSTIZIA SIA!

Lunedì scorso si è ufficialmente conclusa la fase istruttoria dibattimentale del processo di primo grado per gli abusi sessuali a danno dei piccoli ex alunni della Scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio.

Domani mattina a Tivoli, altra giornata importantissima.  La parola passerà al Pubblico Ministero Marco Mansi, che esporrà le proprie conclusioni e chiederà  la condanna degli imputati Patrizia del Meglio, Gianfranco Scancarello, Silvana Magalotti, Marisa Pucci e Cristina Lunerti, accusati a vario titolo di  violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza sapremo a quanti anni di reclusione. A seguire nel pomeriggio, cominceranno a discutere udienza dopo udienza gli avvocati di parte civile  e poi alla fine quelli degli imputati. Se tutto fila liscio, con udienze fissate settimanalmente ogni lunedì, dovremmo arrivare alla sentenza verso la metà di maggio. Maggio, proprio il mese Mariano, speriamo sia un segno…..

Lunedì scorso,  a seguito della importantissima ed esaustiva audizione del Prof. Marcello Chiarotti, Responsabile del Laboratorio di Tossicologia Leggi il seguito di questo post »

Panza piena nun pensa a panza vota!!!!

Mentre in queste ore il Consiglio dei Ministri approva la travagliatissima riforma sul lavoro, c’è chi tra i nostri amministratori pubblici si accorge all’improvviso di  “non trovare più” una ventina di milioni di euro nelle casse del proprio partito. E c’è chi, in un altrove non troppo lontano invece, non trova più la forza di vivere. A morire sono coloro che non riescono più a sopravvivere a questa crisi. Che non hanno più la forza, la speranza, la rabbia, o qualunque altra maledettissima motivazione che gli aiuti ad andare ancora avanti. Semplicemente che non trovano altra via d’uscita. Soprattutto piccoli imprenditori, e disoccupati. Il tasso dei suicidi tra i disoccupati è aumentato del 40% nell’ultimo anno. Una cinquantina di morti in pochi mesi. L’ultimo di una lista tragicamente troppo lunga ha deciso di farla finita poco più di quarantotto ore fa. Aveva quarantaquattro anni, una moglie, un figlio piccolo. Leggi il seguito di questo post »

QUANDO FINIRA’ QUESTA MATTANZA?

 C’è qualcosa di profondamente malato in questa nostra società. E non mi riferisco al fatto che comportarsi correttamente spesso non paghi, o che oggi fare la escort o il truffatore possa anche aprire le porte dell’alta società a patto che il portafogli o il conto in banca siano doverosamente riforniti, la borsa griffata, le vacanze quelle giuste, da gregge al pascolo…Oggi cultura si scrive con la k, e non si scrive una lettera neppure con un fucile puntato alla tempia, meglio un bel sms magari farcito di emoticons che se non ne conosci il significato, peggio per te vecchio matusa!

Poco male, il mondo va come va e dove vuole andare. Ci si può sentire fuori tempo, fuori contesto, ma questa è una divagazione rispetto alla quale ognuno si comporta e si arrangia come meglio può o sa.

Ma c’è un aspetto in questo caos totale che è proprio difficile mandar giù. Mi riferisco alla mattanza di bambini cui assistiamo ormai quasi quotidianamente. Bambini usati come merce di scambio, terreno di ricatto, come oggetti e non come persone. Nella migliore delle ipotesi nel corso di separazioni più o meno selvagge, nelle quali i piccolo vengono strattonati a destra e a manca. Nelle peggiori, i bambini ci rimettono le pelle.

Mi torna in mente il piccolo Claudio Franceschelli, ammazzato dal padre a nemmeno sedici mesi, gettato nelle acque gelide del Tevere dello scorso febbraio, acque guardando le quali chiunque inorridirebbe al solo pensiero che possa cadervi anche solo un braccialetto. Leggi il seguito di questo post »

Ciao Lucio, continua a guardarci negli occhi……..

Se ne è andato in un momento. Senza preavviso. Ad appena quattro giorni dal suo sessantanovesimo compleanno. Una morte rapida, immediata. Sicuramente invidiabile per quanto possa esserlo la morte.Un attacco cardiaco che lo ha portato via di qui, in un altrove da dove magari continuerà a guardare il mare delle sue amate isole Tremiti. E dove forse, come affermano i frati della Basilica di S. Francesco D’Assisi- tra i primi a dare la notizia su Twitter- S. Francesco lo accoglierà per portarlo alla presenza del Signore.

Quando ad andarsene è un poeta ed un artista nel senso pieno del termine, capace di arrivare al cuore di tante persone di ogni età, oltre il dolore ed il senso di vuoto creato dal distacco, vi è la triste  certezza di non poter più godere dell’arte, delle emozioni, della poesia.

«Comunico guardando negli occhi della gente e cercando le loro fatiche e la loro disperazione che è la mia», si legge in una dedica che Lucio Dalla fece a Napoleone, storico ristoratore di Via Arno nella sua Bologna. E forse è proprio questo il grande dono dell’artista. La capacità di raccontare le emozioni, che siano disperazione e dolore, oppure gioia pura, in un modo che chiunque ascolti si chieda come sia possibile che quella canzone o quella poesia parlino proprio di lui, della sua storia, della sua vita fatta di cadute, inciampi, amore e di qualche successo.

Tornando a Napoleone, fu sempre lì che per quasi dieci anni Lucio Dalla non ha mai mancato l’appuntamento del 6 gennaio, quello del pranzo offerto ai senzatetto dalla Associazione Piazza Grande (che prese il nome proprio dalla delicata ed emozionante canzone dedicata da Dalla  ai senzatetto), mangiando con loro, suonando per loro e credo guardandoli negli occhi per leggervi la  storia di ognuno. Leggi il seguito di questo post »