Ultima Missione Destinazione Inferno: a teatro per comprendere…..

Ieri sera è andato in scena, pochi minuti dopo le 21.00, nel magnifico scenario del teatro Traiano di Civitavecchia, l’ultima rappresentazione dell’opera sociale “Ultima Missione Destinazione Inferno”.  Quando sono arrivata a Civitavecchia e ho cercato di contare rapidamente le persone in attesa fuori dal teatro, non vi nascondo che ho temuto fortemente che la partecipazione non fosse massiccia. Si trattava del resto della quarta messa in scena di un argomento straziante e scomodo, come quello della pedofilia e del mercato della pedopornografia. Invece, quella di ieri sera, è stata l’ennesima scommessa vinta dalla Compagnia Italiana del Teatro Artistico d’Inchiesta, che anche a Civitavecchia è riuscita a riempire un teatro da oltre seicento posti.

Anno 2005, in una tranquilla cittadina del Viterbese, viene arrestato un irreprensibile e rispettato funzionario di banca, nel cui pc vengono rinvenute migliaia di files pedopornografici, tra cui alcuni snuff movies, filmati nei quali- e non per finzione- il bimbo dopo essere stato abusato e seviziato viene ucciso. Le indagini languono, di fatto nessuno pare realmente interessato Sullo sfondo, la figura di un politico di rilievo e l’ombra di alcuni uomini di chiesa. Un gruppo di poliziotti, guidati dall’Ispettore Nick Frontera, decide di portate avanti le indagini non autorizzate, ed inizia il viaggio all’inferno. Un inferno fatto di immagini strazianti, innocenza violata, morte. E dell’arroganza del potere. Dell’arroganza di chi crede di essere intoccabile. Di chi crede che tutto gli sia concesso.

Il finale non è lieto. Nick Frontera ed i suoi uomini riescono ad arrivare alla verità, o almeno a sentirne l’odore nauseabondo. Ma la squadra viene smembrata. Gli agenti sbattuti in località dimenticate della penisola. Nick Frontera invece, in una sera del mese di maggio, muore in un incidente stradale sulla Via Cassia. Un incidente che di casuale evidentemente non ha nulla.

Toccante e significativo è stato l’intervento sul palco del Vescovo di Civitavecchia, Monsignor Marrucci, che ha patrocinato l’evento. Monsignor Marrucci ha esortato al ritorno della centralità dell’uomo, dell’essere umano. E ha continuato dicendo che dovremmo tutti inchinarci di fronte all’infanzia, unica sorgente di vita e di futuro.

Per chi come me ha avuto il destino di imbattersi nel mondo della pedofilia, è fin troppo chiaro che la storia se non vera è assolutamente verosimile, e non fantascienza come vorremmo tutti poter credere.

Della serata di ieri mi rimangono le forti emozioni provate. Il dolore del rivivere scene già viste. La rabbia della predominanza del potere sulla giustizia.

Mi rimane però anche un sogno. Quello di rivedere tra qualche tempo questo spettacolo fortemente voluto e scritto tra gli altri da un uomo che profondamente stimo e condivido, David Gramiccioli, ma con un finale totalmente diverso. Noi continueremo a lavorare affinchè questo sogno divenga realtà.

FRATELLI D’ITALIA………..

Stavo riguardando le immagini degli scontri di piazza a Roma, avvenuti il 14 novembre in occasione della giornata europea dello sciopero. Mi è venuta una grande tristezza. Forse oltre la rabbia. Perché nei miei occhi sono scorse le immagini di una lotta tra poveri. Ragazzi depredati di dignità e futuro da una parte, agenti di polizia, (ma prima ancora cittadini di un’Italia calpestata) dall’altra. E’ tacito che i manifestanti debbano essere pacifici, come è altresì purtroppo consuetudine che tra i manifestanti vi siano degli infiltrati. Siano essi black block, cani sciolti, oppure agenti provocatori.Certo è che vedere poliziotti prendere a manganellate dei giovani, moltissimi dei quali addirittura liceali, vedere volti insanguinati, ragazzi buttati a terra e trascinati come sacchi di spazzatura, presi a calci in faccia e nel costato, è intollerabile. Incomprensibile. Doloroso. Spaventoso. Si ha la netta sensazione che in quei momenti alcuni agenti perdano il senso della misura. Perdano lucidità. E si lascino andare all’adrenalina e all’istinto. Ma ho visto anche poliziotti, padri di famiglia manganellati a dovere, feriti, caricati non si sa bene da chi. E comincio a sentire odore di anni settanta, di servizi segreti deviati e non. Ho visto il Ministro Severino parlare in TV ma ho visto anche lacrimogeni sparati dal Ministero dell’Interno sulla folla che sfilava pacifica.  Ed è evidente che tutto ciò non sia accettabile. I poliziotti sono servitori dello Stato. Lo Stato dovrebbero essere i cittadini tutti. Poliziotti compresi. Quindi le immagini di mercoledì scorso sono immagini di scontri fratricidi e dolorosamente contro natura.In piazza si è manifestato contro le offensive bugie che il Governo Monti da buon ultimo ci ha propinato. Un Governo che si è presentato circa un anno fa al grido di “Equità sociale, rigore e sviluppo”. In molti gli hanno creduto. Gli studenti come i poliziotti, quelli dell’Ilva di Taranto come gli operai del Sulcis. Ed anche quelle migliaia di persone che di lì a pochi mesi si sarebbero venuti a trovare in un limbo fantozziano se non fosse tragico: gli esodati. Neologismo coniato diligentemente dal governo dei tecnici per tentare di oscurare il fatto che un esodato altro non è che una persona, con la sua storia, la sua famiglia, i desideri e le aspirazioni proprie di ognuno di noi. Una persona che tutto ad un tratto, dopo decenni di lavoro, si è trovata a non avere più un posto nella società. E neanche più un nome. Ma una categoria, una specie a parte, nel tentativo estremo di cancellarne finanche l’esistenza. In piazza si è manifestato contro la disequità sociale, il futuro negato, la scuola pubblica ridotta al lumicino. Contro la finanza che ha fagocitato la politica. Contro lo schifo che subiamo impassibili e rassegnati da troppo tempo.Allora mi è venuto l’impulso di rileggere i principi fondamentali della Costituzione Italiana. Ne riposto alcuni passi:

Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art.17: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”.

Un Governo di tecnici dovrebbe innanzitutto rispettare e far rispettare le regole. Questi Signori temo che la Costituzione non la abbia proprio letta, o che comunque non ne tengano conto. Forse perché molti di loro vivono e forse torneranno a vivere negli Stati Uniti, persone che preferiscono esprimersi in inglese piuttosto che in italiano e che forse hanno persino difficoltà a comprenderlo, l’italiano. Sogno una grande manifestazione pacifica in cui giovani, vecchi, uomini e donne sfilino fianco a fianco facendo capire che si è giunti alla svolta. E sogno di vedere accanto a quella moltitudine di persone, tante altre persone in divisa, poliziotti carabinieri, finanzieri e quant’altro, togliere i caschi e manifestare con e per lo Stato. Quello vero. Ma sogno soprattutto dei politici attenti ai bisogni delle persone, che scendano in piazza senza scorte, pronti ad ascoltare le esigenze del popolo e diventarne reali interpreti.

Pedofilia: bisogna conoscere l’inferno per evitarlo!

 

Stavo leggendo i dati diffusi da Telefono Azzurro Onlus pochi giorni fa. In soli sei anni sono triplicati in Italia gli abusi su minore, abuso fisico. Triplicati. Nei primi otto mesi del 2012, da gennaio ad agosto,le segnalazioni al servizio 114 “Emergenza Infanzia” gestito da Telefono Azzurro sono aumentate del 3,9%, tanto che quasi una richiesta d’aiuto su cinque (il 17,1% del totale) è per abuso fisico.

 

I dati raccontano molto, danno il polso e fotografano la situazione. Ma da soli non bastano. Mi rendo conto che spesso ci si trova a leggere i dati velocemente, analizzando i numeri in quanto tali, spesso senza soffermarsi sul significato profondo di quei numeri. Quasi cercando di rendersi impermeabili al dolore che spesso vi si cela dietro.

Quando i numeri parlano d abusi, non raccontano solo di episodi. Raccontano di vite, raggiunte all’ improvviso, vigliaccamente, dietro alle spalle, e sfregiate per sempre. Quando parlano di abusi su bambini, raccontano d uno sfregio inferto a chi non ha alcuna possibilità di difesa. I bambini si fidano e si affidano agli adulti e gli riconoscono automaticamente una autorevolezza che troppo spesso ahimè non hanno e non meritano. Ma sono anche molto forti, hanno dentro la forza primordiale della vita stessa, l’energia, il calore, il sole. Se guidati ed accuditi, possono trovare la forza di sopravvivere, vivere e rifiorire. E tornare ad essere bellissimi, anche e soprattutto con quello sfregio addosso.

 

Spiegare il mondo sordido e pieno di ombre in cui spesso si annidano i predatori di bambini (credo che non esista definizione migliore di quella forgiata dal mio amico Massimiliano Frassi) non è cosa facile. Per molti motivi. Il principale è senza dubbio il fatto che una persona normale fa fatica a pensare che possano esistere certe realtà parallele. E’ troppo doloroso prendere coscienza ed accettare. Quindi cerca di fuggire, non pensare, non sapere. Ma la pedofilia è come l’aids, se la conosci la eviti o almeno ha buone possibilità di farlo.

 

C’è uno spettacolo teatrale che ho avuto modo di vedere e che mi ha sinceramente colpita. E’ messo in scena dalla Compagnia Italiana del Teatro Artistico d’Inchiesta. Nasce dalle inchieste giornalistiche di una persona speciale. Di un’anima bella e indomita. Lui è David Gramiccioli, giornalista radiofonico romano, attualmente in onda con la sua Ouverture tutti i giorni su Radio Roma Capitale e recentemente insignito del Premio Diritti Umani, patrocinato da Amnesty International, e del premio Settecolli, SPQR, per l’impegno sociale. David ha capacità, intuito, talento, coraggio. Tratta temi scottanti, duri, crudi. Riesce a farlo con umanità ed empatia immense che gli consentono di  prendere saldamente per mano gli ospiti in studio e guidarli nel racconto delle loro devastazioni. Svelando verità che altri non hanno il coraggio o le capacità o la volontà di raccontare. Proprio da uno dei temi scandagliati da Ouverture, la pedofilia, nasce la rappresentazione portata in scena già a Roma ed a Chieti, su sceneggiatura di Bruno Bucciarelli, Roberto Pompili e David Gramiccioli. Quando in sala si abbassano le luci, il pubblico viene trasportato in una realtà inimmaginabile. Densa, scura, solida. Ma terribilmente verosimile.

 

Sabato 23 Novembre p.v. al Teatro Traiano di Civitavecchia, alle ore 21, andrà nuovamente in scena, con ingresso gratuito in quanto opera sociale, “Ultima Missione Destinazione Inferno “. Con il patrocinio della Diocesi di Civitavecchia, nella persona di S.E. Monsignor Luigi Marrucci. Un segnale forte, importantissimo, beneaugurante. Ultima Missone Destinazione inferno. Credo che non potessero trovare un titolo migliore.

Io ci sarò.