Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato via anche con mazze e pietre”.


sandro pertiniMentre assistiamo al teatrino della nostra classe politica, genuflessa ai diktat della finanza internazionale, dell’Europa e della Cancelliera tedesca (tutti  pro Mario Monti), con candidature annunciate, poi ritirate, poi in forse, poi non si sa, l’Italia è sempre più in ginocchio. Giorno dopo giorno. Ad una velocità preoccupante, tutti i nodi, cioè tutte le risultanze del magna magna smodato, greve, miope, che ha caratterizzato gli ultimi decenni, vengono al pettine.

Come abbiamo avuto modo di anticipare la settimana scorsa, siamo in piena emergenza sanità.

Sul versante IDI, oltre 1800 famiglie sono in attesa di ricevere una quota dei 4,8 milioni di euro che sono stati sbloccati poco più di tre giorni fa dal Commissario Straordinario alla Sanità del Lazio Enrico Bondi. Una boccata d’ossigeno veramente esigua, tenuto conto che i dipendenti IDI- S. Carlo di Nancy e Villa Paola sono senza stipendio da oltre 5 mesi e che la cifra sbloccata porterà meno di millecinquecento euro pro capite.

La giunta comunale di Roma Capitale ha deciso di differire di sei mesi il pagamento del saldo dell’IMU per tutti i dipendenti delle tre strutture della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione.

Smentite invece nettamente dal Procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone e dal Procuratore aggiunto Nello Rossi le voci di presentazione di istanza di fallimento : “Né istanze di fallimento né richieste di altra natura”(procedura di concordato o amministrazione straordinaria) sono stati sollecitati al Tribunale fallimentare di Roma dalla procura in relazione alla “Provincia Italiana della Congregazione dei figli dell’Immacolata Concezione”, proprietaria dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (Idi) e dell’ospedale San Carlo di Nancy”.

Il 30 dicembre invece verrà “staccata la spina” a tutte le strutture facenti parte del gruppo S. Raffaele nel Lazio. Dopo le sedi di Viterbo, Cassino, Rocca di Papa e Montecompatri quindi, chiuderanno a fine mese anche i presidi Irccs San Raffaele Pisana, San Raffaele Portuense, San Raffaele Flaminia, San Raffaele Trevignano, San Raffaele Sabaudia, San Raffaele Termini, Metamedica, MR3000 e San Raffaele Tuscolana.

Neanche una settimana fa un dipendente del San Raffaele Portuense disperato poiché senza stipendio da settembre, è salito sul tetto della struttura, si è ferito ad un braccio ed ha tentato di  gettarsi nel vuoto.

A rischio anche Oftalmico, Istituto Eastman, CTO, Forlanini, S. Filippo Neri e Policlinico Agostino Gemelli.

La sensazione netta, ma purtroppo credo sia molto più di una sensazione, è che ormai siamo in un periodo di autentica barbarie. Un tempo in cui l’essere umano, con i suoi bisogni primari non sono più una priorità.

Lavoro, sanità, istruzione sono ormai concetti superati in un mondo governato dalla finanza. E la finanza si sa non ha etica, è dominata dalla logica del mordi e fuggi nel più breve tempo possibile.

Mi pare che la maggioranza dei nostri rappresentanti in parlamento siano in sintonia o quanto meno non vogliano o non possano opporsi a questa logica.

Mi tornano alla mente le parole di quello che per me è stato un grande italiano, un grande uomo, un grande Presidente della Repubblica. Sandro Pertini disse :”Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato via anche con mazze e pietre”.

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