RIGNANO FLAMINIO: MA NON ERA TUTTO FINITO?

 

CURVA SUD

Nella mia mente e nel mio cuore rimangono vive ed impresse alcune immagini di quel 28 maggio scorso, alle sei di sera, fuori dal Tribunale Ordinario di Tivoli. Come quelle di un film visto al rallentatore. Le voci, le frasi, mi rimbombano nella testa rallentate anch’esse.  Assoluzione piena, assoluzione piena. L’Avvocato Coppi arriva, punta lo sguardo diritto e sicuro nelle decine di telecamere schierate come un plotone e dice che non capisce proprio le grida ed il pianto dei genitori in aula. Dovrebbero essere contenti continua, nell’apprendere che i loro bambini non hanno subito abusi.

Ricordo le grida di gioia dei supporters degli imputati investirmi dal lato destro, proprio di fronte all’ingresso principale del Tribunale. Ricordo bene il mio senso di smarrimento, il nodo in gola, il cercare riparo per riprendere fiato dietro ad una macchina parcheggiata, le lacrime di dolore, rabbia e indignazione che hanno cominciato a scendere copiose ma per un attimo, solo per un attimo, perché proprio in quel momento ho visto le telecamere rivolgersi verso di me. Mi sono imposta di bloccare quelle lacrime, di schiarire la voce. Ho tirato su le spalle, asciugato il viso e ho detto quello che pensavo (quel dolore non espresso mi si è congelato dentro e mi ha accompagnata a lungo). Che se la testimonianza del minore non viene assolutamente tenuta in considerazione anche quando ai racconti vengono trovati riscontri, anche quando le perizie (del Tribunale e non di parte) parlano chiaro, anche quando viene ritrovata droga nei capelli di due bimbi, anche quando c’è un incidente probatorio (cioè i bimbi sono stati dichiarati capaci di testimoniare e l’hanno fatto), beh, allora tanto valeva legalizzare la pedofilia, perché i bambini sarebbero sempre usciti perdenti, a prescindere. E poi in quel caso, il genitore avrebbe deciso quale strada percorrere per avere giustizia.

 

Dopo sei mesi di attesa, e abbiamo già avuto modo di parlarne proprio qui, sulle pagine di Fuoricampo, sono giunte delle motivazioni per noi inaccettabili. Motivazioni che non spiegavano affatto il perché dell’assoluzione, ma per qual che ci interessa direttamente, non spiegavano affatto perché il Collegio Composto da Mario Frigenti, Barbara Callari e Marzia Minutillo Turtur, avesse detto che “Il fatto non sussiste”. Avremmo potuto comprendere che i giudici arrivassero alla conclusione che i fatti erano avvenuti ma che non ritenevano di avere prove sufficienti della colpevolezza degli imputati, che non fossero certi in merito ai colpevoli. Ma non negare in qualche misura dei fatti concreti senza neanche degnarsi di spiegarci il perché.

Poi, la settimana scorsa è arrivata la notizia che tanto attendevamo. E cioè che il Procuratore Capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, già sostituto procuratore a Roma e presso la Procura Nazionale Antimafia, magistrato di grande esperienza e spessore aveva impugnato la sentenza d primo grado e firmato la richiesta di Appello .Il percorso alla ricerca di giustizia per questi bimbi va avanti dunque. Nulla è finito, nulla è perduto. Ma soprattutto, la voce ed i racconti dei bimbi, insieme a tutti gli altri riscontri, hanno valore. Un grande sollievo, come se qualcuno all’improvviso ci avesse tolto centinaia di chili dalla schiena, inarcata sotto un peso troppo grande.Spiace notare, che di quel plotone di telecamere poco o nulla è rimasto. E non per poter parlare o dire la nostra no. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo con o senza telecamere (parlare di orrore e dolore poi non è mai piacevole). Ma per fare informazione sì. Per far sapere a quei milioni di telespettatori o lettori che ci hanno lasciato sconfitti davanti al Tribunale di Tivoli, che il nostro percorso continua. Che forse i bimbi di Rignano potranno finalmente avere giustizia, ma, soprattutto, che la parola dei bambini ha un valore.  Non potrebbe essere altrimenti. Anche quella dei pentiti di Mafia ne ha. E dare nuova speranza ed energia a chi si trova o si troverà nella stessa condizione. Per noi, per loro, per tutti, continueremo a lottare, e a batterci affinché si arrivi a fissare un protocollo CERTO di ascolto del minore, e a creare una sorte di Procura Nazionale Antipedofilia, due mezzi che per l’esperienza maturata in questi anni rappresenterebbero mezzi efficacissimi di contrasto alla pedofilia ma soprattutto alle lobby pedofile e alle organizzazioni criminali che sfruttano la pedopornografia e la pedofilia on-line

Tempo di analisi e di bilanci……….

Tempo di analisi e di bilanci. Abbiamo iniziato da poco il 2013 e ci stiamo avvicinando alle elezioni. L’anno appena trascorso è stato uno degli anni più duri dal dopoguerra a oggi, ed ha dimostrato come certe persone, pur essendo molto preparate, si sono dimostrate del tutto inadeguate ad affrontare le nuove sfide che ci attendono. E il bello è che i tecnici che hanno guidato il nostro Paese nell’ ultimo anno, sono gli stessi che hanno sostenuto e incoraggiato il processo di globalizzazione. Un processo che da circa dieci anni ha avuto un’accelerazione tale da distruggere tutto ciò che incontrava sul suo cammino. Incalzato dalla finanza creativa. Il nostro Primo Ministro Monti, era nel 1996 commissario europeo al mercato interno, quando in Europa si avverte la prima bolla speculativa e la Banca Centrale Europea immette un’enorme liquidità nel circuito finanziario europeo al fine di limitare i danni derivanti della speculazione. Con esiti assolutamente nulli.  Le misure a seguire, di regolamentazione del mercato, di sostegno alle economie dei vari Paesi e la mancanza totale di politica comune ci hanno portato fino all’ esasperazione  della crisi dei nostri giorni.

Il nostro commissario Monti, pur essendo una persona d’indubitabile spessore e cultura, pare non abbia capito o non abbia voluto capire la lezione. Mentre negli Stati Uniti a seguito della crisi si decise di intervenire immettendo liquidità direttamente sul circuito a sostegno delle famiglie e delle aziende, in europa si fece una scelta diametralmente opposta. Si decise di sostenere il sistema bancario, perché nessuna banca europea avrebbe dovuto fallire e perché in questo modo, indirettamente, si sarebbe limitato il credito alle aziende e alle famiglie, scelta precisa (relazione CONSOB dell’epoca).

Questa scelta dissennata è proseguita con il Governo Monti, che ha preso le redini del nostro Paese lo scorso anno, e pur ben conoscendo gli effetti assolutamente devastanti delle politiche europee dal 2006 in poi, ha proseguito per la stessa strada. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Perdita di posti di lavoro, migliaia di aziende chiuse, suicidi, esodati, sanità al collasso, scuola pubblica alla frutta. Il tutto senza avere neanche il benchè minimo coraggio di attaccare le grandi lobby, a cominciare dai costi della politica che tutti ormai conoscono, agli stipendi dei mega dirigenti statali, alle rendite finanziarie assolutamente mai toccate. Oggi si guadagna di più a speculare che non a lavorare. E questo è un fatto gravissimo.

L’apice di questo malgoverno è costituito dal cosidetto OTD (originate to distribute), incentrato sulla cartolarizzazione dei crediti bancari e sulla loro degenerazione conseguente. Ma avremo modo di riparlarne.

A questo punto ci si chiede come si possa uscire da questo pantano. Non è difficile. E’ come nella favola di Pollicino. Per arrivare alla meta occorre fare il percorso al contrario. Primo, bisogna immediatamente mettere i denari nelle tasche degli italiani, cioè permettere agli italiani di tornare a spendere. Secondo, bisogna dare credito alle imprese, a coloro cioè che creano posti di lavoro, perché è inutile parlare di riduzione delle tasse in un momento di crisi. In un momento di crisi bisogna creare ricchezza disponibile a tutti. Bisogna che gli italiani possano ricominciare ad acquistare la casa, che possano guardare in faccia i loro figli, vedere un futuro innanzi a loro, e non un buco nero come è adesso. Occorre che le famiglie possano garantire un’istruzione di qualità ai propri figli, che la sanità funzioni, che dopo una vita di lavoro si possa andare in pensione e vivere decorosamente gli anni che restano da vivere.Tutto questo non è un sogno. Ed è facilmente raggiungibile, se solo lo si vuole. Ma non credo questo possa avverarsi finché a governare ci saranno le persone che il problema lo hanno generato.