Buone notizie dal Campidoglio: via IMU ed Equitalia.

Roma, Campidoglio 30 aprile 2008 : insediamento nuovo sindaco Gianni Alemanno

 

Non è la prima volta che affrontiamo questo tema. Un tema caldo, spinoso, che molto spesso ci ha fatto indignare.

Parliamo proprio di lei, Equitalia, la società pubblica (51 % Agenzia delle Entrate e 49 % INPS)  italiana incaricata della riscossione nazionale dei tributi che negli ultimi mesi è spesso assurta agli onori, o meglio, a disonori, della cronaca.

Una società sicuramente invisa alla maggioranza degli italiani. E non a caso. Lentezza amministrativa, ulteriore causa di aumento di interessi che vanno ad aggiungersi a quelli già molto alti applicati, e che fanno lievitare i costi, estrema  facilità con la quale ricorre al pignoramento di beni (inclusi immobili) a fronte di debiti relativamente modesti. Totale mancanza di dialogo e collaborazione con il cittadino.

Senza dimenticare i costi di gestione elevatissimi. Il Vice Presidente di Equitalia, nonché Presidente INPS, Antonio Mastrapasqua, grazie ai suoi numerosissimi incarichi, costa ai contribuenti 1,2 milioni di euro l’anno (centomila euro al mese). Più morigerato invece in Presidente di Equitalia, Attilio Befera, che guadagna appena 300 mila euro all’anno. Cifre queste, che ci raccontano di inutili e dispendioso carrozzoni, espressione di una politica affaristica ed autoreferenziale, dedita più all’interesse di pochi che a quello della cittadinanza.

A luglio 2013 scadranno i termini di tutte le concessioni che i Comuni italiani hanno rilasciato a Equitalia per la riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali.

Una scadenza che riguarda ovviamente anche il Comune di Roma, che non vuole farsi trovare impreparato.

E proprio in queste ore è giunta dal Campidoglio una buona notizia, segnale di apertura verso i cittadini e di dialogo costruttivo. Gianni Alemanno ha annunciato di aver lanciato un referendum on-line in cui saranno proprio i romani ad esprimersi. Dovranno scegliere tra Equitalia ed Aequa Roma. Questo, infatti, sarebbe il nome della nascente società capitolina che dovrebbe gestire la fase di riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali per conto del Campidoglio.

Il Sindaco Alemanno ha infatti sottolineato la necessità di dotarsi di uno strumento più duttile e sensibile alle necessità dei cittadini :«Dobbiamo essere consapevoli del  fatto che esistono due casi completamente diversi: chi non vuole pagare per truffare lo Stato o gli Enti locali, da colpire quindi duramente, e chi non può pagare avendo come unica alternativa quella di chiudere l’attività e precipitare sul lastrico».

Il sistema comunale prevede un doppio sportello per il pubblico: il primo per le imprese e il secondo per le famiglie. E questo front office è stato concepito proprio per rispondere a chi si trova in difficoltà (con possibilità di generose rateizzazioni). Il Comitato etico, poi, avrà il compito di distinguere e di capire chi non paga pur potendoselo permettere e chi invece non lo fa perché senza risorse. Al Referendum, già online e raggiungibile attraverso il Sito d Roma Capitale (comune.roma.it) sarà possibile rispondere sino alle ore 23 del primo maggio p.v.

Ma questa non è l’unica buona notizia che giunge dal Campidoglio.

Saranno infatti 376 mila (un numero importante, pari al 36%) le famiglie con redditi Isee non superori ai 15 mila euro a non pagare l’Imu sulla prima casa.

Un ottimo risultato, reso possibile grazie al processo di revisione delle rendite catastali eseguito da Roma Capitale su 223.407 immobili in zone di pregio e al conseguente extragettito sull’Imu di 116,2 milioni. La decisione rientra nelle misure del quoziente Roma.

Alcuni degli avversari politici di Alemanno hanno criticato queste iniziative, dicendo che si tratta solo di operazioni finalizzate al consenso elettorale. Anche se fosse, crediamo che al comune cittadino questo poco importi. Come pure i giochi di palazzo. In un momento di così grande difficoltà, avere risposte concrete diventa imprescindibile. Ed una boccata d’ossigeno come l’esenzione dall’IMU, può fare la differenza

David Gramiccioli: una candidatura di spessore.

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Ho avuto spesso modo di parlare della distanza siderale che si è venuta a creare tra la nostra classe politica ed il Paese reale. E dell’assoluto bisogno di assunzione di responsabilità da parte di ciascuno d noi. Del fatto che è veramente arrivato il momento di agire, oltre gli ideali, per riprenderci il futuro e la dignità. Nel senso del bene comune, che poi è molto più semplicemente il bene di ciascuno di noi.

Il tempo è quasi finito, il nostro, un Paese in ginocchio. Abbiamo veramente bisogno dell’impegno di persone competenti, capaci, oneste, coraggiose.

Ed in questo senso ho accolto con enorme piacere ed entusiasmo una candidatura speciale alla carica di Consigliere del Comune di Roma.

Speciale, perché la persona di cui stiamo parlando ha tutte le qualità appena citate. Lo dico per conoscenza diretta e personale. Assumendomi la responsabilità di quello che penso e dico. Le nostre strade si sono incrociate per la vicenda di Rignano Flaminio. Ed anche in quell’occasione, ha dimostrato tutta la sua capacità professionale, la sua vicinanza e partecipazione concreta.

Lui è David Gramiccioli.

Romano, quarantaquattro anni, una laurea in Scienze Politiche.

Già inviato di guerra, approda all’informazione via etere nel 2000.

Responsabile della Compagnia Italiana del Teatro Artistico d’Inchiesta che ha portato in scena, tra le altre, un’opera dall’altissimo valore sociale nel contrasto della pedofilia: “Ultima Missione Destinazione Inferno”. Una delle motivazioni che hanno valso a David Gramiccioli il conferimento del Premio Italia Diritti Umani 2012, riconoscimento intitolato alla memoria di Antonio Russo, inviato di guerra morto in Cecenia.

Pedofilia, danni da vaccino, scie chimiche, massoneria, signoraggio, sono solo alcuni degli universi che David Gramiccioli ha esplorato in questi anni. Non fermandosi mai alla mera analisi di chi guarda con distacco senza prendere posizione.  Informare ed informarsi per avere consapevolezza ed essere liberi di scegliere da che parte stare ed agire di conseguenza. L’informazione è molto più di una semplice nozione.  E’ uno strumento di libertà.

Nel corso della presentazione della sua candidatura, lo scorso 13 Aprile, in una gremitissima sala convegni dell’Hotel dei Congressi, David Gramiccioli ha spiegato il perché della sua scelta: “Ho deciso di accettare questa nuova sfida, perché naturale e necessaria evoluzione della mia carriera professionale, che mi ha visto non solo fare informazione, ma impegnarmi personalmente per moltissimi dei temi sociali che ho avuto modo di trattare, sondare, raccontare. L’ho fatto perché ritengo sia arrivato il momento di esporsi ed agire in prima persona dall’interno del sistema. L’ho fatto per la città che mi ha visto nascere, che amo, che voglio accudire, proteggere, rilanciare. L’ho fatto per le moltissime persone che mi seguono da anni, le tante categorie professionali di cui ho raccontato le difficoltà. Lavoro, infanzia, sicurezza, ambiente, cultura, casa, sono i temi che mi stanno maggiormente a cuore. Ho accettato l’invito del Sindaco Gianni Alemanno a candidarmi nella lista civica CittadiniXRoma perché c’è condivisione d’intenti e sono certo che insieme potremo lavorare per rendere la città che entrambi amiamo più vivibile, equa, ricca, sicura”.

In bocca al lupo David. Da parte mia e delle tante persone che ti stimano, ti seguono, ti condividono. Come diresti tu….DAJE!!!!

IDI, SIGLATO L’ACCORDO: INSIEME POSSIAMO

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Sono stati anni tremendi per loro. Mesi tremendi. Con loro abbiamo sperato, siamo scesi in piazza, abbiamo manifestato. Siamo arrivati fino a Piazza S. Pietro, per chiedere aiuto a Papa Benedetto XVI.

Li abbiamo seguiti angosciati, quando alcuni di loro sono saliti sul tetto per protestare. Per giorni e giorni. Fino ad iniziare lo sciopero della fame. Le notizie sull’evolvere della questione le abbiamo avute minuto per minuto, grazie al costante impegno di una grande trasmissione radiofonica romana, “Ouverture”, ed al suo caparbio, preparato e coraggioso conduttore, David Gramiccioli.

Proprio David Gramiccioli ha organizzato una delle ultime manifestazioni a favore dei lavoratori del gruppo IDI-San Carlo di Nancy e Villa Paola, arrivando fino in Campidoglio dove in un pomeriggio di febbraio, del 14 febbraio, siamo stati ricevuti dal Sindaco Gianni Alemanno, che ad onor del vero ha sempre seguito la vicenda, impegnandosi a contribuire nel cercare una soluzione.

Ci sono stati momenti in cui abbiamo temuto che  a quella soluzione non saremmo mai giunti, e che i 405 licenziamenti ormai fossero irreparabili.

Loro, gli amici dell’Idi-San Carlo di Nancy e Villa Paola, non hanno mai mollato. Hanno continuato a lavorare, mantenendo aperte le strutture ed accogliendo i moltissimi pazienti, che arrivano quotidianamente non solo da Roma o dal Lazio, ma da moltissime regioni dell’Italia centrale e meridionale. Lo hanno fatto nonostante da mesi non percepissero stipendio. Lo hanno fatto mentre per tirare avanti sono stati costretti a ricorrere alla colletta alimentare offerta da tanti pazienti, amici, cittadini. Lo hanno fatto con dignità ed enorme senso di responsabilità. Con l’amore che hanno per il proprio lavoro. Ed è proprio di queste ore la notizia che tutti attendevamo con ansia.

A pochi giorni dall’arresto, ai domiciliari, di padre Franco Decaminada per appropriazione indebita, insieme ad altre persone, di almeno 14 milioni dalle casse dell’Istituto, l’accordo è stato trovato. Un accordo siglato tra regione Lazio, Gruppo Idi e sindacati: la procedura di mobilita’ per 405 dipendenti dell’Idi è stata ufficialmente ritirata.

Uno dei tre commissari dell’Idi Carmen Silvestri, ha spiegato che ”i licenziamenti sono stati così scongiurati”.

Abbiamo ancora in mente le parole di Papa Francesco che salutando all’udienza generale un gruppo di dipendenti, qualche giorno fa, aveva auspicato che “quanto prima si possa trovare una positiva soluzione in una situazione così difficile”.

E mentre non possiamo non gioire di questa prima vittoria, in attesa che pagamenti degli stipendi tornino regolari, siamo ancora più convinti dell’enorme bisogno di coesione sociale. La vicenda del gruppo IDI racconta proprio di questo. Del fatto che, insieme possiamo.

Gianni Alemanno presenta la candidatura di David Gramiccioli nella lista civica Cittadini X Roma

COMUNICATO STAMPA

 

Sabato 13 Aprile p.v., alle ore 19.00 in Roma, presso l’Hotel dei Congressi sito in Viale Shakespeare 29, David Gramiccioli presenterà la sua candidatura alla carica di Consigliere Comunale di Roma nella lista civica Cittadini X Roma per Alemanno Sindaco.

Già inviato di guerra, giornalista d’inchiesta, da quasi dieci anni si occupa quotidianamente- con la sua trasmissione radiofonica “Ouverture”- di temi sociali scottanti come pedofilia, danni da vaccino, massoneria, scie chimiche, signoraggio.

E’ il Responsabile della Compagnia Italiana del Teatro Artistico d’Inchiesta, attività per la quale è stato insignito del Premio Italia Diritti Umani Italia 2012,  Antonio Russo, inviato di guerra morto in Cecenia.

La candidatura di David Gramiccioli sarà presentata dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Uniti possiamo, da soli moriamo.

Romeo, Annamaria e il fratello

In Italia si continua a morire, ma neanche la morte sembra fare più notizia. Troppe forse le persone che quotidianamente scelgono di andarsene via. Lontano dalla solitudine, dai problemi economici, dalla mancanza di speranza e di futuro, dalla paura. Da un mondo che troppo spesso ruba anche la dignità. Da una gestione politico-economica del Paese scellerata, volta all’interesse di pochi, seguendo una logica del profitto del mordi e fuggi a tutto vantaggio di una minoranza di individui.

Mentre ancora non si riesce a formare il governo, piuttosto che pensare a gestire l’emergenza di un Paese in ginocchio, i tre principali partiti italiani continuano a battibeccare. Ognuno fermo sulle proprie posizioni. In un braccio di ferro incentrato sull’esercizio del potere. Ha ragione Matteo Renzi nel dire che la chiesa cattolica ha mostrato una vitalità ed una capacità di dare risposte infinitamente maggiori di quelle che sta dimostrando la nostra classe politica.

Venerdì scorso, sono stati Romeo ed Annamaria ad andarsene. Insieme. Ancora una volta insieme. Nella morte come nella vita. L’hanno fatto in una maniera violenta. Impiccandosi in uno stanzino del palazzo in cui abitavano, a Civitanova Marche. Romeo Dionisi ed Annamaria Sopranzi. 62 anni lui, 68 lei. Romeo era disoccupato, e i due vivevano, o tentavano di vivere, con la modesta pensione di lei, 400 euro. Sembra che non avessero neanche più il danaro sufficiente a pagare l’affitto del loro appartamento di via Calatafimi. Prima di uccidersi hanno lasciato un biglietto nel garage del palazzo, accanto ad un’auto in modo da essere visto, in cui chiedevano perdono ai loro familiari e indicavano il luogo in cui trovare i loro corpi. Immagino la paura negli attimi precedenti al gesto. Immagino la disperazione e la stanchezza infinita, che li ha portati a gettare le armi e scegliere la morte. Chissà come si saranno salutati per l’ultima volta…..

Il fratello di Annamaria, appresa la notizia del suicidio della coppia si è a sua volta ucciso, gettandosi in mare.

Marito e moglie abitavano nello stesso stabile del Presidente del Consiglio Comunale di Civitanova Marche, Ivo Costamagna, che recentemente aveva invitato i due ad andare in Comune a parlare con i servizi sociali, per chiedere aiuto. Ma Romeo ed Annamaria non lo hanno fatto. Sembra perché si vergognassero.  Romeo aveva perso il lavoro che aveva in una ditta edile. Pare stesse ancora aspettando degli arretrati che però non arrivavano. Non credo sia facile a sessant’anni, dopo una vita di lavoro, andare a chiedere l’obolo a chicchessia. Come non credo sia facile mettersi in fila alle otto di mattina, fuori dalla mensa della carità di una scuola cattolica a Roma, a quasi ottant’anni, dignitosi in un cappottino liso, ma seduti sul marciapiede perché si sa che il pasto non verrà servito prima di mezzogiorno, e le gambe fanno male.

Credo però con altrettanta forza che bisogna trovare il coraggio di chiederlo, quell’aiuto. Di non vergognarsi, semplicemente perché non c’è nulla di cui vergognarsi. Non è una colpa. E’ un sopruso. Il risultato di anni di abusi e soprusi. Occorre capire che non si è gli unici in difficoltà. Che non si tratta di un fallimento personale, ma del fallimento di un sistema. Malsano, malato, iniquo. Ma soprattutto che non è vero che la morte sia l’unica soluzione possibile. La vita lo è. L’amore lo è. Come l’amore che legava Romeo ed Annamaria. Insieme fino alla fine nella loro solitudine.

Monti in India: uno scambio auspicabile.

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Sono stati rispediti in India meno di dieci giorni fa. Un fatto vergognoso. Gravissimo. Inaccettabile. Quella di Massimiliano Girone e Salvatore La Torre è una vicenda che non mi va proprio giù e mi indigna profondamente. Per molteplici motivi. Il primo è che un Paese serio non abbandona i propri figli. Men che meno dei militari nell’esercizio delle loro funzioni. Il secondo è l’umiliazione che l’Italia ha subito a livello di politica internazionale. Ed è proprio di questi giorni la notizia che un incidente molto simile a quello occorso ai nostri militari è successo anche a dei militari americani e tedeschi. Sono curiosa di conoscere gli sviluppi di queste vicende, ma qualcosa mi dice che saranno ben diversi da quelli vissuti dal nostro Paese.

Girone e Latorre sono detenuti in India da oltre un anno, in palese violazione del diritto e delle convenzioni internazionali. All’indomani del loro ritorno in Italia con un permesso speciale per poter votare alle ultime elezioni politiche, l’annuncio che tutti auspicavamo e cioè che il Governo italiano non avrebbe rimandato i marò in India, per la mancanza di garanzie di imparzialità e correttezza procedurale fornite dall’India stessa nel giudicare i due militari italiani.

L’epilogo purtroppo lo conosciamo tutti. L’India batte i piedi, revoca l’immunità diplomatica all’ambasciatore italiano Daniele Mancini, minacciando finanche l’arresto, in barba alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche.

L’Unione Europea se ne è lavata prontamente le mani. Catherine Ashton, responsabile per la politica estera dell’Unione europea si è infatti sbrigata a dichiarare :” L’Ue non fa parte della disputa legale” tra Italia e India e “perciò non può prendere posizione nel merito degli argomenti legali riguardanti la sostanza” del caso marò. Unione Europea…..Forse europea, perché mi pare che di unione abbia veramente poco

Una vicenda, quella dei due marò è stata gestita malissimo sin dall’inizio. Da quando qualcuno (pare l’armatore ed il comandante) ha deciso che la Enrica Lexie dovesse entrare nel porto di Kochi a seguito delle pressioni indiane. Ed ha continuato ad essere gestita anche peggio. Le responsabilità mi pare evidente che non possano che essere del Governo Monti. Pressapochismo, superficialità, mancanza di coraggio.

Bene ha fatto il Ministro Terzi a dimettersi, anche se in ritardo. Bene ha fatto Giorgia Meloni che rivolgendosi a Mario Monti ha detto :”Vede, Presidente Monti, l’articolo 59 della Costituzione italiana dice che possono essere nominati senatori a vita quei cittadini che, cito testualmente, «abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti»; ecco, noi crediamo che per la sua condotta Lei sia incompatibile con le caratteristiche che si richiedono ad un senatore a vita e per questo chiediamo la sua rinuncia immediata ad un titolo che non merita.”

A me piacerebbe molto se Mario Monti, oltre a rinunciare al titolo di senatore a vita, proponesse al governo indiano uno scambio: Girone e Latorre a casa, Mario Monti in India.