In memoria di Giovanni Scrizzi


giovanni scrizzi

Avrebbe compiuto sessant’anni il prossimo 21 ottobre. Un compleanno che non festeggerà mai. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato sabato scorso a Cordenons, sul greto del fiume Meduna, all’interno della propria auto.

Giovanni Scrizzi doveva essere una persona particolare, a giudicare dai tanti messaggi di cordoglio giunti da più parti. Conosciutissimo ed amato nella sua Pordenone, dove dodici anni fa, con un bel bagaglio di esperienza alle spalle, aveva ideato e fondato il Caffè Letterario proprio in centro città, nel complesso dell’ex Convento di San Francesco, di proprietà del Comune di Pordenone.  Niente di elitario e distante, come potrebbe suggerire il nome, ma piuttosto un luogo di ritrovo e condivisione che ben presto era diventato un punto di riferimento in città. Esposizioni d’arte, presentazione di libri, concerti, uniti al piacere della tavola e del buon vino. Tanti i personaggi e le iniziative che si erano succedute in questi dodici anni. Era un artista, Giovanni Scrizzi. Musicista per passione, cultore dell’aromaterapia, scrittore, intrattenitore. Un personaggio insomma, uno di quelli che la vita la vive sino in fondo. Anche per questo forse, la sua fine colpisce ancora di più. Era stato escluso dalla gara d’appalto che il Comune di Pordenone aveva indetto proprio per la gestione di quel Caffè Lettarario che era la sua creatura, per una dimenticanza. La fotocopia di un documento di identità da allegare al resto della documentazione. Gli amici più cari hanno raccontato che non si dava pace per quella svista che gli era costata cara. Non immaginavano penso che gli sarebbe costata tutto. La vita. Hanno scritto che Giovanni Scrizzi sia stato ucciso dalla burocrazia. Anche certo. Io penso che la burocrazia sia semplicemente la punta di un  iceberg. No di più. Dell’era glaciale in cui viviamo, un’era nella quale si è persa la centralità dell’individuo. Il valore della vita umana. Della dignità. Del futuro. E allora forse quando capisci che quello che sei, quello che hai fatto, con amore, fatica, difficoltà, conta meno di zero, beh allora puoi arrivare a pensare che sia meglio andarsene.Per non soccombere alla logica primitiva del più forte, del più furbo, delle regole che valgono solo per taluni, mentre talaltri riescono e beffarsene, anzi a farsene scudo per sopraffare l’altro.

Il Comune di Pordenone ha fatto sapere che la procedura di gara è stata seguita in maniera ineccepibile e la mancanza del documento di identità è equiparabile, a termini di legge, all’assenza della firma, provocando l’irricevibilità dell’offerta, ed ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Giovanni. Fanno bene a dolersene, mi sembra il minimo. Ma chissà se hanno compreso fino in fondo che Giovanni ha portato via con se e per sempre i suoi sorrisi, la musica gli aromi, i profumi, l’arte, l’amicizia.

Resta il silenzio ed il grigio. Grigio come la fotocopia di un documento di identità.

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Una Risposta to “In memoria di Giovanni Scrizzi”

  1. Anonimo Says:

    Il mio cuore piange assieme a te e alle tante belle genti che amavano e amano Giovanni! L’acropoli è più uggiosa e grigia senza il suo mentore…. La sentiamo .. Piange .. Le manca l’anima!!!! Grazie, caro e unico Giovanni …. Grazie per l’averci permesso di viverti…. Grazie amico mio!!!!


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