ABUSI SU MINORI: CORRIAMO AI RIPARI.

 

abuso_minori-21L’episodio di Casal Bertone è solo l’ultimo in ordine di tempo di una serie troppo lunga di abusi commessi ai danni di bimbi che molto spesso non arrivano neanche ai quattro anni di età. Vengono scelti piccoli, piccolissimi, per ovvi motivi. Hanno più difficoltà a parlare, a raccontare quello che viene loro fatto. Sono più facilmente ricattabili e minacciati.    Non hanno ancora la capacità di dare indicazioni spazio-temporali. Spesso non vengono creduti, oppure chi ascolta è portato a credere che i racconti di un bimbo così piccolo vengano ingigantiti.I bimbi credono poi l’adulto abbia sempre ragione, gli riconoscono una autorevolezza che purtroppo non sempre merita. Si fidano, soprattutto quando l’adulto in questione è un punto di riferimento, come un insegnante, un allenatore, un amico di famiglia. E spesso pensano di meritare, in qualche modo, i trattamenti che vengono loro riservati. Che sia colpa loro. Siano percosse, minacce, insulti, abusi sessuali. La misura è colma. Non si può più tollerare ed attendere oltre. E’ necessario adottare dei provvedimenti seri.Voglio esprimere con chiarezza la mia totale stima per chi, e sono la maggioranza, grazie a Dio, svolge il proprio mestiere con professionalità ed amore. Quello dell’insegnante secondo me è una missione ancor prima che un lavoro. Come per l’infermiere, l’allenatore e per tutte quelle figure professionali che hanno a che fare con le categorie più deboli e tenere della società: bambini, anziani, ammalati. Ma ciò non toglie che bisogna correre ai ripari. Quali? Le telecamere innanzitutto. Credo sia assolutamente necessario installare telecamere almeno negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia. Con la gestione delle riprese affidate esternamente. Siamo costantemente videoripresi nella vita di tutti i giorni. Al supermercato, in banca, per strada. Non vedo perchè non si dovrebbe poter controllare quanto avviene in luoghi “sensibili”. E non credo che in una scuola degna di questo nome ci siano attività che non possano essere riprese. Secondo punto: credo che alcune categorie professionali (come avviene del resto già per molte di esse) debbano sottoporsi annualmente ai dei test psico-fisici per poter verificare la sussistenza della idoneità a svolgere la mansione ricoperta.Terzo punto: prevedere la presenza di uno psicologo dell’età evolutiva all’interno delle scuole frequentate dai più piccoli, che a rotazione sia presente nelle classi nelle fasi di gioco e prenda visione dei disegni dei piccoli. Un occhio esperto coglie facilmente segni di disagio allarmanti.Il quarto punto è sicuramente più complesso, e riguarda l’essere umano. Nel caso della scuola materna di Via San Romano, al Portonaccio, scrive il GIP, la bravissima Elvira Tamburelli  :”Altre maestre dell’istituto e la direttrice Citti sono da tempo a conoscenza dei comportamenti della Mattei . La direttrice non è mai intervenuta, neppure attivando verifiche interne bensì ha coperto i comportamento violenti e umilianti nei confronti degli alunni tenuto dalla maestra, che durava da molti anni ed è stato adottato fino a pochi giorni prima dell’arresto”. La Direttrice non sarebbe stata l’unica a sapere ed a tacere. Pare che molti tra il corpo docente e non sapessero ma che abbiano taciuto perchè minacciati di licenziamento o mobbing. Questo è un aspetto che per alcuni versi trovo se possibile ancora più colpevole di quello dell’insegnante stessa. Come si può assistere od essere a conoscenza di fatti così gravi- se venissero accertati- e non muovere un dito? Forse a questo punto è necessario formare ed informare i lavoratori delle varie categorie dei loro diritti come pure dei loro doveri, e punire severamente chi tacendo si rende in qualche misura complice.Un’ultima cosa: ho letto delle dichiarazioni di alcuni genitori dei bimbi della scuola, increduli, qualcuno di loro pronto a “mettere la mano sul fuoco” per un insegnante che conoscono da quindici anni……E mi tornano in mente i servizi di cronaca nera, quando spesso i giornalisti intervistano i vicini di casa di chi magari ha appena compiuto un omicidio, una violenza sessuale, o aggredito qualcuno in maniera feroce. Troppo spesso ho sentito dire:” Non riesco a crederci, il mio vicino? E’ una brava persona, una persona tranquilla, educata, salutava sempre…..”.

VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Leonardo, 10 anni, trascinato  via a forza  da tre uomini adulti che lo hanno prelevato come un pacco dalla sua scuola elementare a Cittadella, in provincia di Padova. Si divincola, chiede aiuto, grida, cade, inciampa. Le immagini di questo scempio stanno facendo il giro d’Italia (ho scelto volutamente di non pubblicare il video perché, anche se testimonia un evidente abuso, è doloroso e lesivo della dignità di Leonardo, eppoi è stato già sufficientemente divulgato). Era il quarto tentativo di portarlo via dalla mamma e dalla famiglia materna. Gli altri tentativi erano andati a vuoto per le resistenze del bambino. L’ultima volta si era rifugiato nella sua cameretta, attaccandosi alla rete del suo letto. Non entro nel merito del provvedimento disposto dal tribunale dei minori. Non conosco la vicenda e quindi sarebbe sbagliato e superficiale farlo. Credo e voglio sperare che il decreto messo dalla corte d’Appello di Venezia sia fondato e corretto,  perché se così non fosse bisognerebbe licenziare in tronco, radiare ed arrestare (nel senso pieno del termine-senza domiciliari-ammende-scuse varie, ma proprio ingabbiare e gettare la chiave) magistrati, psicologi, assistenti sociali, neuropsichiatri.

Ho letto che a Leonardo avrebbero diagnosticato la famigerata “PAS” (sindrome di alienazione parentale) sulla quale peraltro vi sono pareri altamente discordanti. La Parental Alienation Syndrome è una controversa ed ipotetica dinamica psicologica disfunzionale che, secondo le teorie dello psichiatra statunitense Richard A. Gardner (suicidatosi nel 2003 all’età di 72 anni), si attiverebbe in alcune situazioni di separazione e divorzio conflittuali non adeguatamente mediate. La PAS è oggetto di dibattito e ricerca, in ambito scientifico e giuridico. La sindrome non è infatti riconosciuta come un disturbo psicopatologico da parte della grande maggioranza della comunità scientifica e legale. Non è inclusa nell’attuale DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dell’Associazione Psichiatrica Americana). Gardner peraltro ha avuto una posizione ambigua nei confronti della pedofilia, asserendo tra le altre cose che:”Il pedofilo è sfortunato a vivere in un luogo e un’epoca storica che condannano la sua inclinazione. Ciononostante questa non è una ragione sufficiente per autocolpevolizzarsi»; «L’allontanamento di un genitore pedofilo da casa dovrebbe essere attuata solo quando sia fallito ogni tentativo di trattamento della pedofilia e del reinserimento in famiglia», ed altre amenità del genere. Riguardo invece al tentativo di un genitore di avere rapporti sessuali con la propria figlia, Gardner sosteneva che, più che colpevolizzarne il marito, la moglie avrebbe dovuto tentare di essere più sessualmente recettiva verso di lui: «La sua accresciuta sessualità può attenuare il desiderio del marito di cercare gratificazione sessuale tramite la figlia”. A volte evidentemente, anche i suicidi hanno un senso….

Comunque, tornando alla sindrome da alienazione parentale, la procedura prevede che il bimbo conteso venga “collocato” (proprio come fosse un oggetto), in una struttura protetta per “disintossicarsi” in qualche modo dall’influsso negativo del genitore che lo influenza, prima di poter essere affidato all’altro genitore.

Il fatto insopportabile, da essere umano, cittadino, genitore, è  il vedere come dei poliziotti si siano prestati ad una azione come quella di Cittadella. Comunque stiano le cose realmente, hanno sbagliato e dovrebbero ammetterlo, e pagare per un gesto crudele, disumano, incomprensibile ed ingiustificabile. Non so se conoscessero già il padre di Leonardo che è avvocato, per ragioni professionali. Credo che nessun regolamento li obbligasse ad un gesto così barbaro. A anche se fosse, sarebbe un regolamento sbagliato, e quindi da cambiare. Penso a Leonardo stasera, solo nella sua “struttura protetta”, solo anche se forse circondato da più persone, che non sono comunque la sua famiglia. Nè la sua mamma, nè il suo papà, che, a torto o a ragione non hanno saputo proteggerlo. E che forse, ma spero di sbagliare, non lo hanno messo  al primo posto nella scala delle priorità.

Buonanotte Leonardo, un bacio sulla fronte, e l’augurio che il sonno arrivi e ti porti un pò di consolazione.

Rignano Flaminio, il dolore dei genitori ed il nervosismo dell’Avv. Borgogno.

Tante persone si lamentano con me del fatto che passino pochissime notizie sul processo di Rignano Flaminio. Poco male, rispondo io, l’importante è che si sia giunti ad un processo dove vengono esaminati fatti e non opinioni, anche se capisco che le tante, tantissime persone che ci hanno dimostrato solidarietà e vicinanza in questi  quattro anni e mezzo ci tengano ed essere informate su come stia andando. D’altro canto è doveroso informare su una realtà, quella della pedofilia, che è sempre più una emergenza sociale e costituisce un pericolo reale per i nostri bimbi e ragazzi. Gli aggiornamenti, nel mio piccolo, posso darli io. Ieri a Tivoli sono stati ascoltati cinque genitori, che hanno ripercorso in aula questa orrenda storia sin dall’inizio, sin da quando cioè hanno visto i loro bimbi cambiare, stare male, incupirsi. Le cose che gli hanno visto fare, gli incubi, le regressioni. Bimbi solari e coccoloni che piano piano non volevano nemmeno più essere abbracciati o baciati. Sorvolo ovviamente per riguardo e per rispetto sui particolari (purtroppo tanti) più crudi e personali, ma vi garantisco che sono episodi e situazioni che lacerano il cuore e lo stomaco! Fino ad arrivare ai racconti, ai particolari su cosa, come, dove e chi gli aveva strappato via l’infanzia. Ieri però questi genitori, come gli altri che erano stati ascoltati nel corso della precedente udienza, superando  il dolore ed il naturale pudore che si prova nel dover ripetere davanti a tante persone fatti così personali, hanno ripercorso il loro calvario, vogliosi (sembra paradossale vero’), si vogliosi di raccontare i fatti, nudi e crudi, la verità e sperando così di poter contribuire a rendere giustizia a queste creature  e con la consapevolezza che quello di Rignano Flaminio è sempre più “IL PROCESSO”, una sorta di spartiacque tra gli omertosi silenzi che hanno consegnato all’oblio altre infanzie strappate, ed il coraggio rabbioso di chi ha deciso di lottare esponendosi in prima persona.In ansia prima di entrare per il timore di non essere sufficientemente lucidi e puntuali nel rispondere alle domande o di non ricordare una circostanza od una data, come prima di un esame. Con la differenza che qui c’è in ballo il dramma tuo figlio o tua figlia, in ballo c’è ottenere almeno un risarcimento morale, che i colpevoli vengano puniti e messi in condizione di non strappare più via l’infanzia a nessuno. E poter dire un giorno al tuo bambino che mamma e papà hanno lottato tanto ed i cattivi sono stati puniti. In aula i genitori sono stati interrogati dal pubblico ministero, dagli avvocati di parte civile ed ovviamente da quelli degli imputati. Il Collegio presieduto dal Dott. Frigenti è stato come sempre sereno, equidistante ed anche molto delicato visti i temi trattati. Meno sereno e delicato, mi riferiscono, è stato l’Avvocato Borgogno (difensore dei coniugi Scancarello), evidentemente molto nervoso ed indispettito (mi chiedo da cosa…) che è stato più di una volta ripreso in aula per l’eccessiva veemenza con cui si rivolgeva ai testi, quasi con rabbia, e sicuramente poco rispettoso del dolore delle persone e del luogo in cui si trovavano. Fare il proprio mestiere è una cosa, il diritto alla difesa è sacro, ma perdere il controllo è ben altro. Qualcuno dice che la calma è la virtù dei forti e forse anche dei giusti. Tornando a casa ieri sera  (l’udienza è terminata nel tardo pomeriggio) una mamma che è stata sentita in aula mi ha detto di sentirsi sollevata come non le capitava da tempo, sollevata e svuotata come chi, dopo anni di attacchi ed accuse, finalmente ha potuto raccontare a chiare lettere la verità, senza orpelli o zone d’ombra. Auguro a tutti gli altri genitori, che ancora debbono essere ascoltati, di potersi presto sentire così e li esorto ad essere forti e non temere perchè la verità non ha paura, anche se purtroppo in questo caso è spaventosa.  Un pensiero affettuoso ed auguri di un Sereno Natale ai genitori di Vallo della Lucania ed ai loro bimbi, a quelli di Brescia, dell’asilo Cip e Ciop di Pistoia, dell’asilo di Pinerolo, ai genitori delle bambine della scuola elementare di Collegno ed a tutti coloro di cui non abbiamo avuto notizia. Auguri ai bambini che non hanno avuto l’aiuto dei loro genitori o che peggio ancora hanno subito abusi dalle persone più care. Auguri ai giornalisti che hanno voluto raccontare la realtà e sono stati fatti tacere. Auguri alla mia amica Maria Pia Maoloni ed alle sue bimbe Fiona e Milla delle quali il Belgio si rifiuta di dare notizia e possibilità di incontro. Auguri ai magistati coraggiosi ed onesti, alle forze dell’ordine preparate ed attente, sorde ai richiami dei potenti di turno. Auguri agli avvocati sia di parte civile (che abbiano sempre la forza di dare voce e giustizia a tutti i bambini violati e maltrattati) che della difesa (apprezzando il loro sforzo nel garantire una giusta difesa anche a coloro che sono indifendibili, nel rispetto della Costituzione). Auguri anche al Santo Padre che sta avendo la forza di affrontare una verità cruda e scomoda.

 Prossime udienze 17 e 31 Gennaio.

RIGNANO FLAMINIO: PARTE IL PROCESSO. MA NON DICIAMOLO A NESSUNO……..

Adesso si che si comincia davvero. Dopo quattro schifosissimi anni, e nonostante tutte le difficoltà ed i patimenti. In barba a tutti quelli che a vario titolo hanno cercato di screditare, gettare ombre, ostacolare, depistare. Sfiniti, un pò sgualciti, ma mai domi, anche stamattina, puntuali ( e rivivendo altri viaggi analoghi, ai tempi delle 7 lunghissime udienze preliminari) alle 9 abbiamo varcato la soglia del Tribunale di Tivoli, e raggiunto il primo piano, dove alla fine di un lungo corridoio si trova l’aula che ormai sentiamo un pò nostra. I genitori dei bambini sono entrati, mentre io mi sono appollaiata sulla soglia della “mia” finestra, proprio di fronte all’aula. Ho rivissuto gli ultimi istanti dell’attesa, il giorno del rinvio a giudizio, mi sono rivista immobile nel corridoio, trattenere il fiato con l’orecchio teso per cercare di captare il responso, eppoi quella porta che si è aperta, le lacrime, gli abbracci, la liberazione. Adesso viene il momento di fare sul serio, di entrare nel merito, di ascoltare i testimoni, ma soprattutto di avere risposte. Su FATTI. Precisi. E circostanzed. A domanda dovrà seguire risposta. Noi non vediamo l’ora. Anche se sarà doloroso, ripercorrere, spiegare momento per momento l’inizio di un incubo. Ma chi dice la verità non avrà timori. Esporre i fatti, vissuti, sulla pelle. Ci sarà emozione, sicuramente, ma non timore. Gli avvocati degli imputati oggi hanno sollevato le stesse eccezioni delle udienze preliminari. Un disco già sentito. Pare che sia prassi, perchè i giudici sono altri. Dicono di non essere in grado di difendere al meglio i propri clienti perchè le accuse sarebbero troppo generiche…..voglio vedere cosa diranno quando ad uno ad uno verranno contestati i fatti specifici, i luoghi, gli oggetti, le descrizioni fisiche, i contatti telefonici e ….tanto….tanto altro, che pian piano verrà fuori. Il collegio si è formato per tempo, due dei tre giudici sono appena arrivati a Tivoli, due donne, cosa che personalmente mi fa molto piacere. Confido nella sensibilità e nella tenacia che ci contraddistiguono. Eppoi un Presidente del collegio che mi è apparso subito molto deciso e professionale. Spero che non si lascino intimorire dalle tante pressioni che molto probabilmente subiranno (ed io ne so qualcosa), e vadano diritti per la loro strada. Spero che non si trovino le automobili graffiate od i bulloni (tutti) della ruota allentati, come è successo a qualcuno di noi. Spero che possano lavorare e  giudicare serenamente ed in autonomia, secondo coscienza. E che abbiano la forza si scavare e portare a galla una verità anche se scomoda. Il Santo Padre lo sta facendo. In ritardo,  dirà qualcuno,  ma proprio per questo ancora maggiore è la valenza del gesto, penso io. I pedofili sono una cancrena, l’amputazione dolorosa ma necessaria alla sopravvivenza del genere umano.  Noi continuiamo il nostro percorso, prossime udienze 29 settembre e 25 ottobre. Buon lavoro ai giudici ed agli avvocati.  Un pò di riposo per il Procuratore Capo De Ficchy  al quale tanto abbiamo dato da pensare e credo da fare.  Un abbraccio stretto stretto alla famiglia di Teresa Buonocore, la mamma barbaramente trucidata a Napoli la cui unica colpa è stata quella di denunciare gli abusi subiti dalla figlioletta ed a tutti coloro che soffrono e stanno lottando come noi, come gli amici di Vallo della Lucania e la mia cara amica Maria Pia Maoloni. Una carezza ai nostri bimbi, che spero dormano serenamente vicini a mamma e a papà. Un pensiero ai direttori di giornali e tg, augurando loro di avere il coraggio, la forza e la lungimiranza di fare informazione vera e libera. Un grazie a tutti coloro che hanno lavorato onestamente, sacrificando ore alla famiglia e a loro stessi, non certo per il magro stipendio da poliziotto o da carabiniere.  E  una buona notte la dedico anche a me stessa ed ai miei cari, che sempre mi hanno sostenuta e condivisa in questi anni terribili. Senza di loro non ce l’avrei fatta.

RIGNANO FLAMINIO 5° UDIENZA PRELIMINARE: LA DIFESA URLA E STREPITA

Stamattina alle 9,30 è iniziata la 5 ° udienza preliminare per gli abusi sui bambini di Rignano Flaminio. Presenti in aula la maestra Patrizia Del Meglio con il marito, l’autore tv (Colonna portante di SAT 2000 la televisione del Vaticano). Leggi il seguito di questo post »

ASILO NIDO DI PISTOIA: ADESSO BASTA!!!!VOGLIAMO L’ERGASTOLO E NIENTE ISOLAMENTO IN CARCERE!!!!!

SONO IMMAGINI CHE FANNO IMPAZZIRE DALLA RABBIA E DAL DOLORE. QUESTI ESSERI IMMONDI VANNO PROCESSATI E CONDANNATI, L’UNICA PENA CHE POSSO PENSARE COME MINIMAMENTE EQUA E’ L’ERGASTOLO (ANCHE SE SINCERAMENTE AVREI IN MENTE QUALCOSA DI MENO DEMOCRATICO!!!!!!!!!!!!!!). NON HANNO DIRITTO ALL’ISOLAMENTO, DOVREBBERO CONDIVIDERE IL LORO “TEMPO” CON LE ALTRE DETENUTE, ANCHE PER FARLE SOCIALIZZARE E NON RISCHIARE CHE SI ANNOINO. SONO TRE ANNI CHE VIVO STORIE DI ABUSO E MALTRATTAMENTI ALL’INFANZIA, NON NE POSSO PIU’. PER REATI DEL GENERE NON SI POSSONO PREVEDERE PENE DETENTIVE CHE VANNO DAI 6 AI 12 ANNI, MA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE L’ERGASTOLO, ANCHE PERCHE’ CHI RIESCE A FARE COSE DEL GENERE AD UNA CREATURA NON E’ UN INDIVIDUO RECUPERABILE E DEVE ESSERE MESSO IN CONDIZIONE DI NON NUOCERE PIU’.

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