Tutti in ginocchio dalla Merkel. Poveri noi.

merkel

Il fatto che, come dichiarato dallo stesso Monti, fu proprio lei a caldeggiare la sua nomina a premier prima e la sua discesa in politica poi, spingendolo a creare quella Scelta Civica che si è rivelato ben presto un flop la dice lunga. Sappiamo bene infatti il servigio che il desaparecido (ma molto ben pagato e senatore a vita per volere del buon Napolitano) Mario transnazionale ha reso al nostro Paese (suo non di certo per come si è comportato). E da Monti in poi, purtroppo per noi, sono cambiati i nomi (o i prestanome) ai vertici delle nostre istituzioni, ma la solfa è sempre la stessa.

Dopo le genuflessioni di Napolitano e Renzi, anche il Presidente Mattarella non ha fatto passare molto tempo prima di andare a rendere omaggio alla teutonica Angelona. Prima in Germania, poi a Bruxelles, e questo la dice lunga sui rapporti di potere in quella che dovrebbe essere l’Europa Unita.

Il Capo dello Stato in occasione del colloquio con il suo omologo tedesco Gauck  si è affrettato a farci sapere che “La Germania apprezza le nostre riforme”, il che è tutt’altro che rassicurante, visto che la Germania, come è normale che sia, pensa al proprio tornaconto ed alla propria economia e non certo alla nostra. Il punto è che noi dovremmo fare lo stesso, comportandoci da Stato sovrano e non da sottoposti e pseudo leccapiedi di chi ha dimostrato nel corso della storia la sua vera natura.

Berlusconi ha fatto molti errori, troppi errori, ed è scivolato in maniera sicuramente inelegante su bucce di banana materializzazione di debolezze personali inaccettabili per chi ha ricoperto come lui cariche pubbliche della massima responsabilità.

Ma c’è un fatto che credo sia degno di nota e dovrebbe farci riflettere tutti. La profonda avversione che Angela Merkel ha sempre dimostrato nei suoi confronti. Una mera antipatia personale? Non credo. Piuttosto il fatto che Silvio Berlusconi non si è mai sottoposto nè genuflesso.

Piccola, piccolissima nota a margine. Ricorda la Sig.ra Angela Merkel, quella stessa Merkel che tuona contro la Grecia ed ha battuto il piedino nervoso anche contro l’Italia, cosa successe quando, finita la seconda guerra mondiale  Francia ed Inghilterra chiesero alla neonata democrazia tedesca i danni di guerra?  Beh, successe semplicemente che la Germania, devastata dal conflitto, non pagò, o almeno pagò molto meno di quello che avrebbe dovuto.

Esattamente quello che dovrebbe fare qualunque Stato metta al primo posto la sopravvivenza e la dignità del proprio popolo.

Comunque sappia Madame Merkel che il mondo è fatto di uomini (e donne), mezzi uomini, ominicchi e i quaquaraquà. Gli ultimi (che costituiscono la maggioranza), quelli che corrono a renderle omaggio. I primi, quelli che, insieme alla nostra dignità ed alla nostra millenaria storia, non avrà mai. Si accontenti pure di essere una delle tante ineleganti turiste che affollano ogni anno la nostra bella Ischia.

Annunci

Che tristezza infinita.

giappone-nagasaki-fiore-desolazione-jpg-crop_display

Che tristezza infinita.

Quanto successo a seguito della morte di Erich Priebke è a mio parere a dir poco vergognoso, sotto molteplici aspetti. Ed avvilente.

Qualcuno dice che tanto clamore sia servito e serva a distogliere l’attenzione degli italiani dalla legge di stabilità, da un governo e da un parlamento che continuano a non agire nel senso dello sviluppo, ormai terribilmente necessario al nostro Paese in ginocchio. E’ anche possibile.

Ma resta il fatto che  quanto avvenuto nei giorni scorsi è veramente grottesco ed inaccettabile, e si è sbagliato tutto quanto si poteva sbagliare.

Innanzitutto il fatto che l’Italia, pur conoscendo bene l’età Erich Priebke (condannato all’ergastolo dalla Corte d’Appello Militare nel 1998 per la strage delle Fosse Ardeatine, ma detenuto agli arresti domiciliari per motivi di salute e di età), non abbia preso per tempo accordi chiari con la famiglia dell’ex ufficiale nazista e con la Germania, in vista di un suo possibile decesso. Priebke era in Italia in quanto stava scontando una condanna e non per turismo.

Assurdo che una persona che si è resa responsabile di atti così feroci e crudeli nei confronti di tanti essere umani, per giunta nostri connazionali, debba veder celebrato il proprio funerale o addirittura- come si era paventato nei giorni scorsi- essere tumulato su suolo italiano, e non nel suo Paese natale, la Germania appunto.

Secondo fatto incredibile, irrispettoso delle istituzioni e delle persone e gestito in maniera pessima, la scelta del Prefetto Pecoraro- che secondo il mio modestissimo parere farebbe bene a dimettersi- di autorizzare lo svolgimento del rito funebre nel Comune di Albano senza nemmeno degnarsi di avvisare il Sindaco della cittadina laziale, che- come ha dichiarato alla stampa- è stato informato dai giornalisti di quanto stava per avvenire ad Albano stesso. E quando il primo cittadino di Albano Nicola Marini, non avendo la facoltà di impedire i funerali poiché si sarebbero svolti in un’area privata, ha emesso un’ordinanza per impedire il transito del feretro nel territorio di sua competenza, il prefetto Pecoraro ha pensato bene di annullare l’ordinanza di Marini. “Sono senza parole.  “E’ un insulto alla città di Albano, medaglia d’argento per il valore nella Resistenza” – ha commentato  Marini –“ ci siamo opposti con ogni mezzo possibile, anche perché non ci è mai arrivata nessuna comunicazione ufficiale dell’arrivo della salma”

E a proposito di medaglia d’argento per il valore nella Resistenza, lasciatemi dire che trovo tristemente bizzarra quella conferita nel 1951 per gli stessi motivi, a Rosario Bencivenga. Se Bencivenga ed i suoi compagni, si fossero assunti la responsabilità dell’attentato di Via Rasella, i nazisti non avrebbero sterminato per rappresaglia 335 innocenti nella strage delle Fosse Ardeatine. Ma di Salvo d’Acquisto per nostra sfortuna, ce ne sono davvero pochi.

Cosa è successo dopo l’arrivo della salma di Priebke presso l’istituto religioso dei padri lefebvriani, lo sappiamo bene.

Il prefetto Pecoraro  che non è stato in grado di mantenere l’ordine pubblico. I funerali che sono stati annullati . Le immagini di chi, vigliaccamente, ha tentato di prendersela con un cadavere. Seppur di un criminale. E quelle di chi, dichiarandosi di estrema destra, si è recato ad Albano per inneggiare e rendere omaggio alla salma dell’ex ss. Chi inneggia ad un nazista è un nazista. Che evidentemente si sente di condividere la ferocia e la follia di quello che è stato concetto stesso di nazismo. Di chi- altro che razza ariana- sentendosi probabilmente inferiore, ha cercato di sterminare tutti coloro che avvertiva come avversario per rimanere di fatto unico superstite e quindi gioco forza prevalente. Follia. Malattia mentale. Crudeltà demoniaca. Altro che ideologia. La forza dei secondi che possono prevalere solo distruggendo l’avversario, incapaci di misurarsi con lui.

Nulla, ma proprio nulla a che vedere con l’essere di destra. O di sinistra. La destra, quella sociale, sana, ha sempre messo l’uomo al centro. Come priorità. Istruzione, salute,sport, famiglia, lavoro. Che tristezza questi giovinastri che si dichiarano di destra, ma dimostrano di non sapere affatto cosa sia stata e sia la vera destra italiana. Quella che ha costruito l’Eur con i suoi monumenti, ha previsto l’assistenza sociale per tutti,  il diritto allo studio, allo sport. Quella che ha bonificato l’agro pontino, costruito ospedali, strade e scuole di cui tutt’oggi beneficiamo.

Cos’altro dire? Che tristezza infinita.

Crisi? Chi fa da sè, fa per tre…….

crisi-economica_sei-libri-per-capire_h_partb

Sono passati quasi cinque mesi dall’inizio di quello che avrebbe dovuto essere un “Governo di responsabilità nazionale”. Tutti insieme appassionatamente, non per interessi personali, ma per poter guidare il Paese fuori dalla peggiore crisi degli ultimi decenni, visto che gli italiani, disertando in massa le urne, avevano decretato di fatto la sconfitta della classe politica tutta, mandando un messaggio forte e chiaro di sfiducia, disistima e stanchezza.

Avremmo sperato di vedere attuate misure drastiche per la ripresa dell’economia, misure che dessero respiro alla piccola e media impresa- che di fatto costituiva la struttura portante della nostra economia- misure che mettessero di fatto qualche soldo in più nelle tasche degli italiani. Qualcosa è stato fatto, ma blandamente. Come se di fronte ad un ferito grave (parole di Papa Francesco, pronunciate in realtà come messaggio forte sul ruolo della Chiesa rispetto ai fedeli ed ai loro peccati), ci si preoccupasse dei valori del colesterolo e della glicemia.

Veniamo invece investiti quotidianamente da notizie relative a diatribe interne ai partiti, alle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, oppure al recupero della Costa Concordia. Di tutto un po’, ma comunque in maniera martellante. Che ci sia forse forse l’intento di distrarre gli italiani dai problemi veri e pressanti della quotidianità? Disoccupazione, sanità al collasso, pubblica istruzione lasciata “ a stecchetto” da decenni, anziani e non, in fila alle mense della carità, decine di migliaia di aziende fallite solo negli ultimi mesi. Un Welfare, che di fatto è costituito dalla famiglia (per chi ha la fortuna di averla), al grido di chi fa per sè, fa per tre. Difficile dimenticare perché distratti “ad arte”, quando non si arriva neppure alla terza settimana del mese e non si vede futuro.

Si parla di “crisi” in maniera astratta, si sciorinano numeri, percentuali, PIL, inflazione, etc. Senza analizzarne le cause. Come se un medico pretendesse di curare un ammalato senza conoscerne la patologia. Oppure, pur conoscendola, non avesse interesse reale a curarla (magari perchè per imperizia o addirittura volontà, fosse stato esso stesso a causarla). Pochissime volte abbiamo sentito economisti di spessore fare un’analisi vera e cruda della “CRISI”. Una crisi creata in laboratorio. Il laboratorio della finanza creativa in mano a lobby potenti, che si sono ingrassate a dismisura con i proventi “fasulli” di una montagna di carta “fasulla” anch’essa, e di certo con un valore infinitamente inferiore a quello millantato nelle operazioni finanziarie di derivati e affini. Finanza creativa e non economia reale, concreta, fatta di produzione e mercato. L’assurdità è però che oltre al danno, arriva la beffa. E cioè il fatto che gli Stati abbiano deciso (chissà perché???) di spalmare l’enorme buco creato dalla finanza fasulla (chiamata creativa da chi la fa e ci guadagna…) sulla popolazione. Solo che a forza di spalmare, non passa più ossigeno. E in molti sono già morti soffocati. Ma, non è nella natura delle cose rimanere fermi, zitti e buoni mentre chicchessia ci stringe le mani al collo. E’ nella natura delle cose, divincolarsi e difendersi. Arte nella quale noi italiani- grazie a Dio stante la situazione- siamo maestri. Il mio augurio personalissimo, dopo un’estate che per troppi, non è stata di vacanza e svago, ma di sopravvivenza quotidiana, è che ognuno di noi trovi la forza e la possibilità di divincolarsi e cavarsela da sé, e, se può, dare anche una mano a chi questa forza magari non la possiede.

TASSISTI ROMANI: NOI CON ALEMANNO

472549_10201052956475409_2075584093_o

 

Oltre 200 tassisti romani si sono alternati a Piazza della Bocca della Verità a Roma, per la manifestazione organizzata da David Gramiccioli, candidato al Consiglio Comunale di Roma per le prossime Amministrative del 26 e 27 Maggio, nella lista civica Cittadini x Roma per Alemanno Sindaco e al quale ha voluto partecipare con il suo saluto e soprattutto con il suo impegno verso la categoria, lo stesso Gianni Alemanno. Le parole del primo cittadino riguardo i punti con i quali intende definitivamente rilanciare il servizio taxi, hanno colto l’entusiasmo dei presenti. Significativo uno striscione esibito dai tassisti che recitava: ” NOI CON ALEMANNO”.Un punto su tutti: l’istituzione di una commissione consultiva eletta e composta unicamente da rappresentanti della categoria. Alla luce del consenso e della rinnovata fiducia  ricevuti in piazza, il Sindaco Gianni Alemanno ha convocato i tassisti per sabato 11 maggio p.v. alle ore 17.00 presso il suo comitato elettorale, al fine di elaborare assieme ai tassisti quegli aspetti programmatici con i quali affermare il servizio taxi a Roma.

David Gramiccioli: una candidatura di spessore.

431962_553910427993339_1548815107_n

Ho avuto spesso modo di parlare della distanza siderale che si è venuta a creare tra la nostra classe politica ed il Paese reale. E dell’assoluto bisogno di assunzione di responsabilità da parte di ciascuno d noi. Del fatto che è veramente arrivato il momento di agire, oltre gli ideali, per riprenderci il futuro e la dignità. Nel senso del bene comune, che poi è molto più semplicemente il bene di ciascuno di noi.

Il tempo è quasi finito, il nostro, un Paese in ginocchio. Abbiamo veramente bisogno dell’impegno di persone competenti, capaci, oneste, coraggiose.

Ed in questo senso ho accolto con enorme piacere ed entusiasmo una candidatura speciale alla carica di Consigliere del Comune di Roma.

Speciale, perché la persona di cui stiamo parlando ha tutte le qualità appena citate. Lo dico per conoscenza diretta e personale. Assumendomi la responsabilità di quello che penso e dico. Le nostre strade si sono incrociate per la vicenda di Rignano Flaminio. Ed anche in quell’occasione, ha dimostrato tutta la sua capacità professionale, la sua vicinanza e partecipazione concreta.

Lui è David Gramiccioli.

Romano, quarantaquattro anni, una laurea in Scienze Politiche.

Già inviato di guerra, approda all’informazione via etere nel 2000.

Responsabile della Compagnia Italiana del Teatro Artistico d’Inchiesta che ha portato in scena, tra le altre, un’opera dall’altissimo valore sociale nel contrasto della pedofilia: “Ultima Missione Destinazione Inferno”. Una delle motivazioni che hanno valso a David Gramiccioli il conferimento del Premio Italia Diritti Umani 2012, riconoscimento intitolato alla memoria di Antonio Russo, inviato di guerra morto in Cecenia.

Pedofilia, danni da vaccino, scie chimiche, massoneria, signoraggio, sono solo alcuni degli universi che David Gramiccioli ha esplorato in questi anni. Non fermandosi mai alla mera analisi di chi guarda con distacco senza prendere posizione.  Informare ed informarsi per avere consapevolezza ed essere liberi di scegliere da che parte stare ed agire di conseguenza. L’informazione è molto più di una semplice nozione.  E’ uno strumento di libertà.

Nel corso della presentazione della sua candidatura, lo scorso 13 Aprile, in una gremitissima sala convegni dell’Hotel dei Congressi, David Gramiccioli ha spiegato il perché della sua scelta: “Ho deciso di accettare questa nuova sfida, perché naturale e necessaria evoluzione della mia carriera professionale, che mi ha visto non solo fare informazione, ma impegnarmi personalmente per moltissimi dei temi sociali che ho avuto modo di trattare, sondare, raccontare. L’ho fatto perché ritengo sia arrivato il momento di esporsi ed agire in prima persona dall’interno del sistema. L’ho fatto per la città che mi ha visto nascere, che amo, che voglio accudire, proteggere, rilanciare. L’ho fatto per le moltissime persone che mi seguono da anni, le tante categorie professionali di cui ho raccontato le difficoltà. Lavoro, infanzia, sicurezza, ambiente, cultura, casa, sono i temi che mi stanno maggiormente a cuore. Ho accettato l’invito del Sindaco Gianni Alemanno a candidarmi nella lista civica CittadiniXRoma perché c’è condivisione d’intenti e sono certo che insieme potremo lavorare per rendere la città che entrambi amiamo più vivibile, equa, ricca, sicura”.

In bocca al lupo David. Da parte mia e delle tante persone che ti stimano, ti seguono, ti condividono. Come diresti tu….DAJE!!!!

Gianni Alemanno presenta la candidatura di David Gramiccioli nella lista civica Cittadini X Roma

COMUNICATO STAMPA

 

Sabato 13 Aprile p.v., alle ore 19.00 in Roma, presso l’Hotel dei Congressi sito in Viale Shakespeare 29, David Gramiccioli presenterà la sua candidatura alla carica di Consigliere Comunale di Roma nella lista civica Cittadini X Roma per Alemanno Sindaco.

Già inviato di guerra, giornalista d’inchiesta, da quasi dieci anni si occupa quotidianamente- con la sua trasmissione radiofonica “Ouverture”- di temi sociali scottanti come pedofilia, danni da vaccino, massoneria, scie chimiche, signoraggio.

E’ il Responsabile della Compagnia Italiana del Teatro Artistico d’Inchiesta, attività per la quale è stato insignito del Premio Italia Diritti Umani Italia 2012,  Antonio Russo, inviato di guerra morto in Cecenia.

La candidatura di David Gramiccioli sarà presentata dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Uniti possiamo, da soli moriamo.

Romeo, Annamaria e il fratello

In Italia si continua a morire, ma neanche la morte sembra fare più notizia. Troppe forse le persone che quotidianamente scelgono di andarsene via. Lontano dalla solitudine, dai problemi economici, dalla mancanza di speranza e di futuro, dalla paura. Da un mondo che troppo spesso ruba anche la dignità. Da una gestione politico-economica del Paese scellerata, volta all’interesse di pochi, seguendo una logica del profitto del mordi e fuggi a tutto vantaggio di una minoranza di individui.

Mentre ancora non si riesce a formare il governo, piuttosto che pensare a gestire l’emergenza di un Paese in ginocchio, i tre principali partiti italiani continuano a battibeccare. Ognuno fermo sulle proprie posizioni. In un braccio di ferro incentrato sull’esercizio del potere. Ha ragione Matteo Renzi nel dire che la chiesa cattolica ha mostrato una vitalità ed una capacità di dare risposte infinitamente maggiori di quelle che sta dimostrando la nostra classe politica.

Venerdì scorso, sono stati Romeo ed Annamaria ad andarsene. Insieme. Ancora una volta insieme. Nella morte come nella vita. L’hanno fatto in una maniera violenta. Impiccandosi in uno stanzino del palazzo in cui abitavano, a Civitanova Marche. Romeo Dionisi ed Annamaria Sopranzi. 62 anni lui, 68 lei. Romeo era disoccupato, e i due vivevano, o tentavano di vivere, con la modesta pensione di lei, 400 euro. Sembra che non avessero neanche più il danaro sufficiente a pagare l’affitto del loro appartamento di via Calatafimi. Prima di uccidersi hanno lasciato un biglietto nel garage del palazzo, accanto ad un’auto in modo da essere visto, in cui chiedevano perdono ai loro familiari e indicavano il luogo in cui trovare i loro corpi. Immagino la paura negli attimi precedenti al gesto. Immagino la disperazione e la stanchezza infinita, che li ha portati a gettare le armi e scegliere la morte. Chissà come si saranno salutati per l’ultima volta…..

Il fratello di Annamaria, appresa la notizia del suicidio della coppia si è a sua volta ucciso, gettandosi in mare.

Marito e moglie abitavano nello stesso stabile del Presidente del Consiglio Comunale di Civitanova Marche, Ivo Costamagna, che recentemente aveva invitato i due ad andare in Comune a parlare con i servizi sociali, per chiedere aiuto. Ma Romeo ed Annamaria non lo hanno fatto. Sembra perché si vergognassero.  Romeo aveva perso il lavoro che aveva in una ditta edile. Pare stesse ancora aspettando degli arretrati che però non arrivavano. Non credo sia facile a sessant’anni, dopo una vita di lavoro, andare a chiedere l’obolo a chicchessia. Come non credo sia facile mettersi in fila alle otto di mattina, fuori dalla mensa della carità di una scuola cattolica a Roma, a quasi ottant’anni, dignitosi in un cappottino liso, ma seduti sul marciapiede perché si sa che il pasto non verrà servito prima di mezzogiorno, e le gambe fanno male.

Credo però con altrettanta forza che bisogna trovare il coraggio di chiederlo, quell’aiuto. Di non vergognarsi, semplicemente perché non c’è nulla di cui vergognarsi. Non è una colpa. E’ un sopruso. Il risultato di anni di abusi e soprusi. Occorre capire che non si è gli unici in difficoltà. Che non si tratta di un fallimento personale, ma del fallimento di un sistema. Malsano, malato, iniquo. Ma soprattutto che non è vero che la morte sia l’unica soluzione possibile. La vita lo è. L’amore lo è. Come l’amore che legava Romeo ed Annamaria. Insieme fino alla fine nella loro solitudine.