MANICOMIO ITALIA: LE ULTIMISSIME DA……

Mentre ancora attendiamo che qualcuno ci spieghi perché il Comandante della Enrica Lexie abbia deciso di entrare in porto, in acque territoriali indiane, permettendo alle autorità locali di arrestare i nostri due fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (detenuti, lo ricordiamo, da oltre due mesi nella prigione di Trivandrum, nello stato indiano del Kerala), apprendiamo che lo Stato Italiano ha deciso di versare 10 milioni di rupie (oltre 140.000 euro) alle famiglie dei due pescatori della cui uccisione sono stati accusati proprio i nostri due marò, in servizio antipirateria sulla Enrica Lexie. Il Ministro della Difesa Giampaolo di Paola ha confermato la notizia, commentando “E’ stato un atto di donazione, di generosita’, ex gratia, al di fuori di un contesto giuridico”. Leggi il seguito di questo post »

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Panza piena nun pensa a panza vota!!!!

Mentre in queste ore il Consiglio dei Ministri approva la travagliatissima riforma sul lavoro, c’è chi tra i nostri amministratori pubblici si accorge all’improvviso di  “non trovare più” una ventina di milioni di euro nelle casse del proprio partito. E c’è chi, in un altrove non troppo lontano invece, non trova più la forza di vivere. A morire sono coloro che non riescono più a sopravvivere a questa crisi. Che non hanno più la forza, la speranza, la rabbia, o qualunque altra maledettissima motivazione che gli aiuti ad andare ancora avanti. Semplicemente che non trovano altra via d’uscita. Soprattutto piccoli imprenditori, e disoccupati. Il tasso dei suicidi tra i disoccupati è aumentato del 40% nell’ultimo anno. Una cinquantina di morti in pochi mesi. L’ultimo di una lista tragicamente troppo lunga ha deciso di farla finita poco più di quarantotto ore fa. Aveva quarantaquattro anni, una moglie, un figlio piccolo. Leggi il seguito di questo post »

NON TOCCATE IL “SANTA LUCIA”

Il Santa Lucia grazie a Dio non chiuderà. Raggiunto in extremis un accordo tra la Regione e la Fondazione Santa Lucia. La Regione Lazio si è infatti impegnata a versare 50 milioni di euro (di cui 26 milioni entro il 16 gennaio 2012 a copertura dei debiti pregressi relativi agli anni 2005 e 2006) al polo di eccellenza nel campo della riabilitazione neuromotoria.  Se così non fosse stato, la Fondazione Santa Lucia sarebbe stata costretta ad interrompere all’utenza dal 31 Dicembre 2011, il servizio di riabilitazione extraospedaliera, se non addirittura a chiudere.  Utenza nel caso di questa importantissima struttura, nonci parla di una linea telefonica o di un contratto di acquisto di energia elettrica, ma di persone, esseri umani,  oltre 350 pazienti, di cui ben 200 bambini . Ma  forse parlare del Santa Lucia solo come un polo di eccellenza è limitativo. Limitativo per chi il Santa Lucia ha avuto la fortuna (a seguito di una sfortuna) di viverlo da dentro.  Il Santa Lucia ha rappresentato e rappresenta per migliaia di pazienti e per le loro famiglie la speranza di tornare ad una vita normale, o almeno, ad una vita migliore, che valga la pena di essere vissuta. Spesso, dopo un periodo più o meno lungo di ricovero (mesi e mesi) i pazienti che sono in grado di essere dimessi, continuano a frequentare il centro in regime di day hospital o di ambulatorio, chi con cadenza settimanale o bisettimanale, chi addirittura quotidianamente. Leggi il seguito di questo post »

Ma siamo davvero senza speranza?

In che senso? Si chiederà qualcuno.

A volte mi chiedo se riusciremo ad avere ancora la possibilità di sognare e sperare.

Progettare e costruire.

Tornare a casa la sera dopo una giornata fatta di lavoro, traffico, qualche intoppo e quattro risate e, posando la testa sul cuscino, sentirci in fondo sereni, appagati ma soprattutto sicuri di essere sulla strada giusta.

Credo che la maggiore crudeltà ed ingiustizia a cui sono stati sottoposti  non solo gli “attualmente” giovani ma anche le generazioni degli oggi quaranta/cinquantenni è proprio quella di aver tolto loro totalmente o quasi la possibilità di sognare e di costruire.

Questo senso di opprimente precarietà.

Di timore per il futuro dei propri figli.

Di timore di non poter costruire nulla per loro.

Come invece hanno potuto ancora fare per  noi i nostri genitori (o almeno la maggior parte di loro).

Mentre il Procuratore Generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia, ci restituisce una immagine
impietosa del nostro Paese, in cui corruzione e malaffare sembrano quasi patologici, apprendo che Gino Bucchino, deputato del Partito Democratico ha indetto una conferenza stampa per denunciare un tentativo di corruzione: centocinquantamila euro e la certezza di essere rieletto per cambiare casacca e passare nel gruppo dei “Responsabili”, ma soprattutto per passare da “contrario” a “favorevole” al Governo.

Non so se questa notizia verrà confermata, ma la cosa grave è che se anche lo fosse credo che sarebbero pochi a stupirsene.

Nessuno pretende una popolazione di idealisti, rigidi, irreprensibili magari al limite dell’ascetico, la vita è piena di sfumature, e forse la magia sta proprio nel riuscire ad attraversarla vivendone appieno tutti i colori ma senza “sporcarsi” troppo.

Nessuno ha il diritto di negare il sogno, il progetto, il tragitto , il percorso.

Vuol dire negare la vita stessa, vuol dire negare la possibilità di progredire, fare il tratto di strada che ci compete per poi passare idealmente il testimone alle generazioni che verranno.

Non si può accettare di rimanere al blocco di partenza, illusione di una
competizione promessa ma mai  iniziata.

Qualcuno tenta di farci credere che la
situazione è questa è non può mutare…..

Non credo sia così.

Siamo solo vittime di un sistema che tenta di proteggersi, che tenta di proteggere chi è già
dentro spesso da molti anni, magari stanco e con una prospettiva tronca.
Dobbiamo smetterla di compiangerci ed essere protagonisti del nostro tempo

Come in Tunisia, Egitto ed ora in Libia hanno trovato il coraggio di fare. 

Ad un prezzo infinitamente più alto di quello che noi dovremmo pagare per smetteredi essere sbiadite comparse mentre a scorrere via è la nostra vita.

IL VALORE DEL NATALE

Anche quest’anno è arrivato il Natale. Quest’anno è arrivato all’improvviso, un po’ come un volo last-minute, forse perché  concentrati sulle vicende politiche ed economiche che stanno percuotendo il nostro Paese, ed a sopravvivere in questo mare in tempesta. A Natale tutto si acuisce e si amplifica. L’amore come pure  la fine di un amore, la serenità e l’insoddisfazione, la gioia e la tristezza, l’entusiasmo e la disperazione. E’ sempre tempo di bilanci, positivi o negativi che siano e chi è solo si sente ancora più solo. Per i credenti il significato è altissimo ed è momento di vera gioia. Questo per gli adulti. Poi c’è il Natale dei bambini. Il Natale per i bambini è il sogno….. e tale deve essere e dovrebbe essere per tutti i bambini del mondo. Le feste passate in famiglia con i genitori finalmente a totale disposizione (troppo spesso costretti e lunghe assenza per lavoro), i nonni, gli zii, i cuginetti,  i piatti preferiti, i torroni, i dolciumi. Addobare l’albero il giorno dell’Immacolata Concezione, allestire il Presepe ed attendere la mezzanotte per porvi il bambinello……, guardare fuori dalla finestra sperando che nevichi per uscire a fare pupazzi e tirarsi palle di neve…….e soprattutto scrivere la letterina a Babbo Natale! La letterina a Babbo Natale è una operazione della massima importanza. I bimbi pensano bene a cosa scrivere, ed ovviamente spesso abbondano, con liste lunghissime e spesso dettate dagli spot pubblicitari. Sperano che ogni desiderio venga esaudito e trepidano al risveglio, correndo come folletti verso l’albero e quasi gettandosi tra i pacchi multicolore. Cercano affannosamente quelli a loro destinati e strappano la carta impazienti di scoprirne il contenuto. Non c’è gioia più grande dell’assistere alla gioia del proprio bambino o nipotino, di ogni bambino, anche sconosciuto.

Come ogni genitore anche io ho il compito di spedire la lettera a Babbo Natale, e, come ogni genitore, ho dato una “sbirciatina” alla letterina della mia figlia maggiore (la piccola, non sapendo scrivere, ed assendo in adorazione della sorella, si “associa”). Ho trovato una lista non molto lunga a dire il vero, precisa, e senza imperativi, ricca di “vorrei”, e “mi piacerebbe”. Leggi il seguito di questo post »