Pedofilia: bisogna conoscere l’inferno per evitarlo!

 

Stavo leggendo i dati diffusi da Telefono Azzurro Onlus pochi giorni fa. In soli sei anni sono triplicati in Italia gli abusi su minore, abuso fisico. Triplicati. Nei primi otto mesi del 2012, da gennaio ad agosto,le segnalazioni al servizio 114 “Emergenza Infanzia” gestito da Telefono Azzurro sono aumentate del 3,9%, tanto che quasi una richiesta d’aiuto su cinque (il 17,1% del totale) è per abuso fisico.

 

I dati raccontano molto, danno il polso e fotografano la situazione. Ma da soli non bastano. Mi rendo conto che spesso ci si trova a leggere i dati velocemente, analizzando i numeri in quanto tali, spesso senza soffermarsi sul significato profondo di quei numeri. Quasi cercando di rendersi impermeabili al dolore che spesso vi si cela dietro.

Quando i numeri parlano d abusi, non raccontano solo di episodi. Raccontano di vite, raggiunte all’ improvviso, vigliaccamente, dietro alle spalle, e sfregiate per sempre. Quando parlano di abusi su bambini, raccontano d uno sfregio inferto a chi non ha alcuna possibilità di difesa. I bambini si fidano e si affidano agli adulti e gli riconoscono automaticamente una autorevolezza che troppo spesso ahimè non hanno e non meritano. Ma sono anche molto forti, hanno dentro la forza primordiale della vita stessa, l’energia, il calore, il sole. Se guidati ed accuditi, possono trovare la forza di sopravvivere, vivere e rifiorire. E tornare ad essere bellissimi, anche e soprattutto con quello sfregio addosso.

 

Spiegare il mondo sordido e pieno di ombre in cui spesso si annidano i predatori di bambini (credo che non esista definizione migliore di quella forgiata dal mio amico Massimiliano Frassi) non è cosa facile. Per molti motivi. Il principale è senza dubbio il fatto che una persona normale fa fatica a pensare che possano esistere certe realtà parallele. E’ troppo doloroso prendere coscienza ed accettare. Quindi cerca di fuggire, non pensare, non sapere. Ma la pedofilia è come l’aids, se la conosci la eviti o almeno ha buone possibilità di farlo.

 

C’è uno spettacolo teatrale che ho avuto modo di vedere e che mi ha sinceramente colpita. E’ messo in scena dalla Compagnia Italiana del Teatro Artistico d’Inchiesta. Nasce dalle inchieste giornalistiche di una persona speciale. Di un’anima bella e indomita. Lui è David Gramiccioli, giornalista radiofonico romano, attualmente in onda con la sua Ouverture tutti i giorni su Radio Roma Capitale e recentemente insignito del Premio Diritti Umani, patrocinato da Amnesty International, e del premio Settecolli, SPQR, per l’impegno sociale. David ha capacità, intuito, talento, coraggio. Tratta temi scottanti, duri, crudi. Riesce a farlo con umanità ed empatia immense che gli consentono di  prendere saldamente per mano gli ospiti in studio e guidarli nel racconto delle loro devastazioni. Svelando verità che altri non hanno il coraggio o le capacità o la volontà di raccontare. Proprio da uno dei temi scandagliati da Ouverture, la pedofilia, nasce la rappresentazione portata in scena già a Roma ed a Chieti, su sceneggiatura di Bruno Bucciarelli, Roberto Pompili e David Gramiccioli. Quando in sala si abbassano le luci, il pubblico viene trasportato in una realtà inimmaginabile. Densa, scura, solida. Ma terribilmente verosimile.

 

Sabato 23 Novembre p.v. al Teatro Traiano di Civitavecchia, alle ore 21, andrà nuovamente in scena, con ingresso gratuito in quanto opera sociale, “Ultima Missione Destinazione Inferno “. Con il patrocinio della Diocesi di Civitavecchia, nella persona di S.E. Monsignor Luigi Marrucci. Un segnale forte, importantissimo, beneaugurante. Ultima Missone Destinazione inferno. Credo che non potessero trovare un titolo migliore.

Io ci sarò.

 

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