Rignano, motivazioni stupefacenti

Le ho attese tanto. Ho contato i mesi, poi le settimane, poi i giorni, poi le ore. Sei mesi, ovvero ventiquattro settimane, cioè centottanta giorni, più o meno. Avevo bisogno di sapere. Capire. Cercare di comprendere il perché. Il 28 maggio scorso, giorno della sentenza, ero fuori dal tribunale di Tivoli. Non potevo entrare non essendoci costituiti parte civile con la nostra associazione. Non l’abbiamo fatto per evitare strumentalizzazioni. Solo un infame può lasciar intendere che ci si schieri dalla parte dei bambini in una storia così orrenda e devastante per denaro o per fama. Ma di infami ce ne sono più di quello che avrei pensato. E’ una categoria sociale specifica. Quando ci si espone mettendoci la faccia, come ho sempre fatto io, in una vicenda così piena di ombre, per usare un eufemismo, vi assicuro che non è il danaro ad arrivare, ma ben altro. Ma torniamo al 28 maggio. Poco dopo le sei del pomeriggio, escono i primi avvocati dal tribunale di Tivoli. Non vedevo molto, era pieno di giornalisti, fotografi, telecamere. Pioveva. Una pioggia fina ma incessante. Ero stremata come tutti da un’attesa di quasi nove ore. Bagnata e infreddolita. La circolazione sanguigna quasi azzerata. In attesa. Come sospesa. Sospesa come Tivoli, che arroccata su una collina domina tutti i paesi sottostanti. Allungando lo sguardo vedi anche Roma in lontananza. Sembra di essere in aereo, e hai la sensazioni che così in alto anche la giustizia possa essere più giusta. Il 28 maggio come sempre eravamo arrivati presto al mattino, prima dell’inizio dell’udienza fissata per le nove. E nelle successive nove ore si sarebbero decisi gli ultimi sei anni della nostra vita. Di battaglie, momenti di disperazione, tanta rabbia, tanto dolore. Un percorso vissuto sulle montagne russe. Alti, bassi, speranze, sconfitte, piccole vittorie, pericoli scampati ed altri presi in piena faccia. Alla mia destra c’era tutto un gruppo di parenti e amici degli imputati, anche se sembravano più dei supporters, dagli atteggiamenti. Troppo spesso, anche in paese, a Rignano Flaminio, questa vicenda è stata vissuta in maniera quasi calcistica, ma purtroppo non si tratta di una partita di pallone. Cerco di cogliere le parole degli avvocati che rilasciano le prime interviste, ma non sento, c’è troppo rumore. Poi un boato di gioia mi investe come un’esplosione sul mio lato destro, quello dei supporters. Formula piena, formula piena, urlano. Poi arriva l’Avvocato Coppi (era arrivato poco prima delle sei anche se la sentenza era stata annunciata per le quattro. Quindici minuti appena e sentenza fu) , con sua figlia al seguito, la sua ombra, e dice alle telecamere che non capisce perché i genitori non siano contenti. Io i genitori non avevo ancora potuto vederli, ma di lì a poco mi avrebbero raccontato della loro disperazione in aula, della lacerazione. Della mia amica cara che era svenuta dopo la lettura della sentenza. Avrebbero forse preferito che la sentenza dicesse loro che i loro piccoli avevano subito abusi? Formula piena. Comma uno ha detto Franco Coppi. L’ha detto subito, sicuro, netto come una lama ben affilata, nonostante nel dispositivo della sentenza, il Collegio composto da Mario Frigenti, Barbara Callari e Marzia Minutillo Turtur non avesse specificato se si trattasse di comma uno cioè formula piena, o comma due, e cioè l’insufficienza di prove del vecchio ordinamento. Una dimenticanza, una scelta precisa? Per noi una carenza insostenibile. Perché tra un comma uno e un comma due c’è una differenza enorme a livello processuale. Figuratevi a livello umano.

Quando sono arrivate le motivazioni, qualche giorno fa, mi sono accinta alla lettura religiosamente. Trecentotrentadue pagine di motivazioni allegati compresi. Volevo capire. Volevo capire come avessero giudicato e giustificato le perizie fisiche, le benzodiazepine (che non è proprio aspirina, e che se non le dosi bene ci lasci la pelle. Le benzodiazepine ti fanno dormire, tendono a cancellare la memoria breve, rilassano la muscolatura.), le case e gli oggetti ritrovati. I particolari fisici degli imputati descritti dai bambini e corrispondenti al vero. La famosa cucina con un letto adiacente (quale cucina non ha anche un letto accanto?) descritta dai bambini e mandata in onda durante una puntata di Porta a Porta (l’imputata aveva mostrato alla troupe la cucina al piano terra che non corrispondeva a quella descritta dai bambini, ma poi la giornalista che aveva in mano gli atti delle perquisizioni eseguite dai carabinieri ha chiesto se ci fosse una seconda cucina al piano di sopra e…paf, ecco magicamente apparire la cucina delle descrizioni). La minuziosa descrizione della palestra e degli oggetti poi effettivamente ritrovati. Una palestra che per stessa ammissione della scuola era inagibile e chiusa. La scuola neanche in possesso delle chiavi. Ma i bambini c’ erano stati però. Non sto qui ad analizzare tutto ovviamente. Posso dire però che la posizione degli imputati è diversa per ognuno di loro. Alcuni ne escono proprio ma proprio male, anche se non condannati. E’ stato detto che i minori sono stati influenzati, ma anche il contrario, e cioè che alcune testimonianze sono senz’altro genuine. E’ stato detto che le benzodiazepine possono essere state ingerite accidentalmente. E così è stata liquidata la perizia del Professor Chiarotti. Che i bambini hanno sicuramente subito dei traumi, ma potrebbero averli subiti altrove. Altrove dove? Ventuno bambini provenienti da famiglie e contesti diversi, che in comune avevano solo la scuola? In famiglia? Eppoi se il collegio dice che potrebbero aver subito altrove, allora vuol dire che anche per i giudici hanno subito. E allora dobbiamo capire dove, quando e per mano di chi. O no? Per quanto riguarda gli esiti fisici riscontrati su più bambini e ben rappresentati dalla puntuale perizia di uno dei massimi esperti in materia, l’ottimo Professor Bruni, il collegio ha detto che potrebbero essere i postumi di un intervento chirurgico (ma non è il nostro caso), oppure il morbo di crohn (una seria infiammazione delle mucose che però i nostri bambini per fortuna non hanno) di abusi (ma il collegio non se ne è convinto) oppure, sentite sentite, di una caduta a cavalcioni su un oggetto appuntito. Questa è bellissima. Ve li immaginate tutti quei bambini che per caso cadono tutti e dico tutti, a gambe divaricate su un oggetto che lascia loro delle cicatrici in posti che vi lascio immaginare? Bah. Avrei tanto voluto che il collegio producesse la casistica di eventi del genere, visto che si sono presi sei mesi di tempo per farci conoscere le motivazioni. Che dicono tutto ed il contrario di tutto.

E adesso vi chiederete voi? Beh, adesso il Procuratore Capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, ha quarantacinque giorni di tempo per ricorrere in Appello. Non può farlo direttamente Marco Mansi, il PM che ha seguito il caso dall’inizio, perché nel frattempo è stato trasferito.

Ma credo che con motivazioni del genere il Dott. De Ficchy ricorrerà di sicuro. Voi che ne pensate? E’ l’Italia che va……………..

Rignano Flaminio: solo due minuti del vostro tempo………………

Pubblico dal blog un commento lasciato da mio marito, a mia insaputa, che credo abbia più il carattere di un articolo che di un commento:

Voglio scrivere queste righe per tutti coloro che partecipano a questo blog o su facebook alla pagina di Arianna. La vicenda di Rignano è una vicenda che ci ha toccato l’anima. Tutti qualche anno fa, sentendo la triste storia che colpiva un piccolo paese alle porte della grande capitale, si sono sentiti strappare le viscere al sol pensiero che il male fosse arrivato così vicino e così violento da toccare le persone a tutti noi più care , quelle che più amiamo , quelle che sono parte di noi , che hanno lo stesso nostro sangue.Ci siamo sentiti nudi e feriti. Nulla più importava delle nostre vicende quotidiane, tutto veniva rimesso in discussione. Dubbi pensieri e poi il nostro cercare di capire, di trovare un punto fermo. Per ricominciare a ragionare, ma con calma. Gli eventi però non ci davano scampo.Ecco la chiamata dei carabinieri: non si preoccupi venga è un semplice colloquio. E poi le domande; tante, con cortesia, ma che non capivamo dove dovessero andare a parare. Noi genitori impauriti in attesa nella stanzetta dove aspettavamo di essere chiamati. Chi con gli occhi a terra , chi parlando fitto e a bassa voce con la propria compagna,chi con aria spavalda a gambe incrociate cercando di rassicurare la propria compagna preso dal ruolo giusto di padre e di uomo con i piedi per terra. In realtà tutti impreparati a dover affrontare un problema così grande. Certo , si può andare in una caserma, essere interrogati , ma per cose che ti riguardano, cose da grandi, da adulto ad adulto. Ma per i piccoli no, per i tuoi piccoli non sei preparato .Loro sono un’altra cosa. Loro hanno la luce negli occhi , hanno quella gratitudine semplice quando ti guardano,per tutto quello che gli dai ,e noi che viviamo sempre in maniera insufficiente questo nostro dare , perchè ci sentiamo in colpa per il poco tempo che dedichiamo loro o per le cose che vorremmo donare, anche se non richieste.E allora, che sta succedendo? E poi parole rassicuranti fra noi : vedrai sarà tutto uno sbaglio, ci sarà una spiegazione. E poi la scuola : vedrai ci daranno una spiegazione , basterà domandare,vedrai. ” Chi è venuto per sapere dei fatti accaduti ( le perquisizioni ) può tornarsene da dove è venuto.” è la risposta ferma e risoluta della scuola .Come, scusate, non è successo niente ? Di che dobbiamo discutere ? Dei menù ? Ma siete tutti pazzi?.
Intanto per alcuni dei nostri piccoli e dei loro genitori,inizia il calvario. Da Rignano all’Ospedale ” Bambino Gesù “. Avanti e indietro. A volte in silenzio. A volte parlando d’altro. Ma sempre avanti e indietro , sapendo che sarebbe arrivato il giorno della verità. Il giorno in cui quei medici gentili , giocherelloni , un pò bambini ,sarebbero di nuovo tornati ad essere adulti. Adulti che parlano ad altri adulti. Così si fa, così deve essere. E allora la sera a casa i soliti discorsi, quelli di tutte le sere. Vedrai amore, tutto si chiarirà .E’ tutto un equivoco. A chi meglio del bambin gesù avrebbero potuto indirizzarci. Loro sono il massimo ,stai tranquilla. E’ poi il verdetto . Una piccola stanza , una finestra , una piccola scrivania. No, non può essere , non a noi non quì. Queste sono cose che succedono da un’altra parte, in un altro mondo. Quì no!.Mi trovo a chiedere ad un carabiniere, uno di quelli che abbiamo imparato a conoscere, uno di quelli brutti con i capelli lunghi e la barba di chi la notte la passa in macchina, non con la propria famiglia , ma per strada .” Ma è possibile che siano successe queste cose proprio quì a rignano?”
“Le cose succedono dove possono succedere,dove ci sono le condizioni”.sarà la risposta. E intanto il tempo passa.
La vita prende un’altro scorrere. Non possiamo rimanere così inermi. Qualcuno perde la testa.” Basta, io faccio a modo mio, come sono abituato a fare! Non ci credo alla giustizia! La giustizia è per chi se la può permettere! Da dove vengo io la giustizia ce la siamo sempre vista alla nostra maniera,come la vita, quella vera ci ha insegnato!.
No,non fare cose di cui avrai a pagarne tutta la vita!Non fare altro male a tuo figlio ! Abbiamo deciso di aver fiducia e dobbiamo averla fino in fondo! Costituiamo un’associazione, piuttosto,almeno tutti insieme potremo avere un pò di forza!. Un pomeriggio, come tanti, mi fermo a prendere un caffè ad un bar qualunque di un paese vicino al nostro.Mi si avvicina una persona, uno che conosco da tanto tempo.”Ciao Stè, hai visto che casino è successo?””Roba da matti! E stì quattro pazzi de genitori che vonno fà ? Ma hai visto che avvocati se sò presi quell’artri? Avvocati grossi, pezzi da novanta! E io scusa, ma che c’entrano gli avvocati? Ognuno si sceglie l’avvocato che può e che vuole. Ao, ma ‘ndo vivi? Qui siamo in Itaglia, e l’avvocato conta eccome!!
Quanta preveggenza ! Ma tant’è. E poi giornalisti,trasmissioni.” Scusate,ma per i genitori chi viene?” E gli avvocati ” i genitori non debbono parlare, o parliamo noi o i rappresentanti dell’associazione “. Ok . Vengo io
dice Arianna. Qualcuno deve pur partecipare! Questi dicono quello che vogliono! Ci vogliono far passare tutti per pazzi ! E allora via da una televisione all’altra, da una radio all’altra. Mamma , ma non ci sei mai ,perchè torni sempre tardi? Poi un giorno te lo spiego ,amore mio. E io ad accompagnare la Signora Di Biagio. L’assistente di studio: “scusi, ma lei chi è?” Sarei il marito” A bene si segga lì, E tutte le volte Arianna” amore, non farò brutta figura, non farò più danni che altro?” No , non ti preoccupare. E lei, ma possibile che non riesco a dire quello che vorrei , a dire le cose come stanno?…E sono passati sei lunghissimi anni. La vita non è più la stessa per ognuno di noi. La melma, il fango in cui ci siamo imbattuti si è come solidificato , attaccandosi alle nostre gambe definitivamente e rendendo ogni passo più pesante, il nostro incedere più lento.La sentenza non la commenterò, non mi interessa in questo momento. Così come non voglio commentare la volgarità con la quale il professor Coppi arrivato giusto in tempo per ascoltare la sentenza, o forse atteso per il pronunciamento ha pensato bene di offendere tutti noi genitori ed i nostri piccoli.Noi non siamo mai scesi così in basso, forse perchè non siamo professori! Voglio solo ringraziare tutti i genitori in primis , che hanno dato il sangue per i loro piccoli, per difenderli,per far avere loro un domani stima dei genitori stessi; Voglio ringraziarli e abbracciarli tutti per aver saputo resistere alla tentazione di risolvere diversamente questa triste storia; voglio salutare e ringraziare tutti coloro che a vario titolo ci sono stati vicino e che continuano , anche pagando prezzi salati, gli inquirenti trasferiti,i giornalisti trasferiti,i giudici promossi e quelli repentinamente spostati,nonchè i medici prepensionati a tempo di record. Ma soprattutto voglio ringraziare mia moglie Arianna Di Biagio, una persona speciale che amo, ma di un amore concreto , denso, e che mi conferma ogni giorno la scelta fortunata che ho fatto nell’incontrarla.Sono stato un gran furbo,eh, a sposarla!! Condivido con lei ogni scelta di questi lunghi anni, pesanti. Avremmo potuto avere forse una vita diversa, ma va bene così. Ho conosciuto persone speciali come il professor Taormina, simile ad una buona pagnotta di genzano, crosta dura e ben cotta e al’linterno una mollica ben lievitata di quelle che durano giorni.Ho conosciuto tanti avvocati giovani, ma veramente bravi e preparati che hanno dato l’anima ed il cuore per queste famiglie. Per tutto questo chiedo a chi vuole intervenire in questa vicenda di farlo con intelligenza, rispetto, riflettendo in maniera vera e non in termini calcistici. Anche nel calcio esistono dei limiti,anche nelle partite truccate.Avete vinto,bravi. Non esagerate però…..il troppo stroppia, dice qualcuno.

Stefano Mantovani

RIGNANO FLAMINIO: DOMANI FINALMENTE LA SENTENZA!

Cari amici, come forse molti di voi già sapranno, la sentenza di primo grado per il processo di Rignano Flaminio inizialmente prevista per il 21 maggio, è slittata di una settimana per l’indisponibilità di uno dei tre giudici del collegio. Domani mattina quindi, alle ore 9.00, saremo ancora una volta a Tivoli, per l’ultimo e decisivo appuntamento.

Che dire, le sensazioni che vivo in questo momento sono molte, e contrastanti. L’ansia è tanta come pure è forte la speranza che dopo tanto dolore, tanta fatica e tanti ostacoli, giustizia sia….per i bimbi e le famiglie innanzitutto, ma anche per ridare dignità e valore alla testimonianza dei minori, soprattutto in età prescolare, visto che è proprio tra i 3 ed i 5 anni che più spesso cadono vittime di orchi spesso dall’aspetto distinto e “al di sopra di ogni sospetto”. Infatti i pedofili contano sul fatto che bimbi tanto piccoli non sono capaci di orientarsi a livello spazio-temporale e quindi non sanno descrivere come farebbe un adulto quando è accaduto un determinato fatto, oppure quanto è durato un tragitto in automobile piuttosto che a piedi. Sanno però, ed i bimbi di Rignano Flaminio lo hanno fatto puntualmente, dire cosa gli è accaduto, cosa hanno visto, decrivere oggetti luoghi e persone con una lucidità ed una minuziosità che chi ha figli piccoli conosce bene.

Vi lascio per ora perchè oggi è una giornata strana, come potrete immaginare. E vi ringrazio per la vicinanza e l’interesse e l’affetto  che ci avete sempre dimostrato. E’ stato importante e ci ha aiutato ad andare avanti sempre con più forza, rabbia e sete di giustizia. Spero proprio che questa sete venga placata. E che quello che ci attende domani, sia il mare calmo e trasparente che lambisce la scogliera impervia dell’immagine che ho scelto per voi e per me!Un mare che ci culli, lenisca e disinfetti le ferite che ci hanno procurato anime molto più scure di quella scogliera.

Canta Biagio Antonacci  nella canzone ” Ti dedico tutto”:” Il mestiere si impara, il coraggio ti viene, il dolore guarisce, la tempesta ha una fine………ci sarà prima o poi la sentenza o il Giudizio, è per questo che adesso ti dedico tutto”

Dedicato a tutti i nostri piccoli che hanno subito e subiscono violenze ogni giorno, anche mentre scrivo queste poche righe. Anche se non vi conosco, vi penso e vi tengo nel cuore.

Un abbraccio forte a tutti.

RIGNANO FLAMINO: LA SENTENZA E’ VICINA

La sensazione è quasi irreale. Mancano meno di tre settimane alla sentenza, fissata per il 21 Maggio. Dopo quasi sei anni dalle denunce presentate dai genitori alla Compagnia dei Carabinieri di Bracciano sembra quasi incredibile che si stia per giungere ad un punto fermo. Almeno il primo.

Sul caso di Rignano Flaminio è stato scritto e detto di tutto, molto- forse troppo-  è stato omesso. Si è parlato di psicosi collettiva, contagio dichiarativo, isteria collettiva. Poi di famiglie (quelle dei bimbi) disagiate, addirittura di persone alla mera ricerca di un risarcimento economico.

Ancora in molti credono (incredibili a dirsi) che la vicenda si sia risolta in un nulla di fatto, una “bolla di sapone”, come hanno scritto in tanti.

Poco risalto è stato dato invece, a livello mediatico, alle perizie psicologiche cui sono stati sottoposti i bambini ed i genitori, ai luoghi e agli oggetti descritti minuziosamente dai piccoli ed effettivamente ritrovati, ai particolari fisici intimi di alcuni indagati raccontati dai bimbi, che in effetti hanno trovato riscontro, alle tracce di droga nei capelli ed ai referti medici di questi angeli, al loro incidente probatorio. Questo processo cioè non si basa solo sui racconti, ma su tutta una serie di evidenze e riscontri, fisici, psicologici, di luoghi, fatti, persone, testimonianze. Ma come si dice, non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire…

Lunedì scorso a Tivoli hanno finito di discutere gli avvocati di parte civile. E se è vero che la vita ha tolto molto ai piccoli ex alunni della Olga Rovere, in questi anni ha dato loro la possibilità di incrociare nel loro cammino delle persone speciali. Leggi il seguito di questo post »

RIGNANO FLAMINIO: E’ FINALMENTE TEMPO DI GIUSTIZIA?

 

Si è conclusa da meno di un’ora una giornata interminabile e densa iniziata stamattina poco dopo le nove al Tribunale di Tivoli. Una splendida giornata di sole, tersa, con il meraviglioso panorama che si stende a perdita d’occhio sino a Roma,  proprio davanti al Tribunale. Eppoi, stesso corridoio, ovviamente stessa aula, ma tanta tensione in più.  Una giornata ad alto impatto emotivo per tutti, nell’attesa della requisitoria del Pubblico Ministero e la relativa richiesta di condanne. Che puntualmente sono arrivate e che ormai conosciamo tutti: 12 anni di reclusione oltre le aggravanti per ciascuno dei 5 imputati: le maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia del Meglio, il marito di quest’ultima, l’autore televisivo Gianfranco Scancarello nonchè la collaboratrice scolastica Cristina Lunerti. Leggi il seguito di questo post »

RIGNANO FLAMINIO:E CHE GIUSTIZIA SIA!

Lunedì scorso si è ufficialmente conclusa la fase istruttoria dibattimentale del processo di primo grado per gli abusi sessuali a danno dei piccoli ex alunni della Scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio.

Domani mattina a Tivoli, altra giornata importantissima.  La parola passerà al Pubblico Ministero Marco Mansi, che esporrà le proprie conclusioni e chiederà  la condanna degli imputati Patrizia del Meglio, Gianfranco Scancarello, Silvana Magalotti, Marisa Pucci e Cristina Lunerti, accusati a vario titolo di  violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza sapremo a quanti anni di reclusione. A seguire nel pomeriggio, cominceranno a discutere udienza dopo udienza gli avvocati di parte civile  e poi alla fine quelli degli imputati. Se tutto fila liscio, con udienze fissate settimanalmente ogni lunedì, dovremmo arrivare alla sentenza verso la metà di maggio. Maggio, proprio il mese Mariano, speriamo sia un segno…..

Lunedì scorso,  a seguito della importantissima ed esaustiva audizione del Prof. Marcello Chiarotti, Responsabile del Laboratorio di Tossicologia Leggi il seguito di questo post »

RIGNANO FLAMINIO: SI AVVICINA LA SENTENZA …………………………………….

L’altra settimana , aspettando impaziente notizie da Vallo della Lucania nel giorno della sentenza, mi sono accorta all’improvviso che sono più di 5 mesi che non scrivo una riga sul processo di Rignano Flaminio a Tivoli. Non per mancanza di informazioni od interesse, visto che raramente ho mancato una delle udienze settimanali (ogni lunedì) ed in un paio di casi addirittura bisettimanali,  che si sono svolte da settembre ad oggi. Udienze interminabili, soprattutto per me che aspetto nel corridoio-proprio di fronte all’aula-, essendo per ovvi motivi un processo a porte chiuse al quale possono assistere solo le parti lese. In questi mesi, ho visto testimoni nervosissimi con gli occhi sempre bassi attenti a non incrociare il mio sguardo, altri tesi ma a testa alta. Ho visto periti che hanno fatto centinaia di chilometri con il solo desiderio di apportare il loro contributo, come il Prof Bruni, medico legale tra i massimi esperti in Italia in materia di segni fisici di abuso su minore che purtroppo ha smentito tutti coloro che sinora asserivano che sui bimbi di Rignano non vi fosse un solo esito fisico. Ma anche la spavalderia e la tracontanza della controparte,  sorrisi sarcastici, battute ineleganti, ed in ultimo il gruppetto di “supporters” paesani (nel senso negativo del termine e che nulla ha a che fare con gli abitanti di Rignano in generale, ma si riferisce a quegli abitanti, una tristissima e grottesca claque spero incosapevole… ) in particolare che ha accompagnato l’udienza che vedeva l’interrogatorio di una delle imputate. Leggi il seguito di questo post »