Noemi, Nicolina. Strage delle innocenti.

Ieri Noemi, oggi Nicolina. Sedici anni la prima, quindici la seconda. Nicolina addirittura uccisa di “sponda”, e cioè per colpire la madre rea di aver  lasciato il “presunto” assassino, che poi, evidentemente troppo tardi, cioè dopo aver sparato in faccia a Nicolina mentre si stava recando a scuola, si è suicidato. Magari lo avesse fatto prima.

Ed è inutile stare qui a parlare della mamma di Nicolina che si era trasferita lontano dalla Puglia per rifarsi una vita o per sfuggire al quel suo ex violento o forse per entrambi i motivi.  Non mi interessa commentare i post da lei pubblicati su facebook o altri social network, non mi interessa sapere dove fosse lei mentre sparavano in faccia a sua figlia (anche perchè credo che poveretta, forse sarà lei stessa a chiederselo per tutta la vita) , e neppure sapere dove fosse il padre e cosa abbia o non abbia fatto per tutelare i propri figli. Nicolina ed il suo fratellino erano stati affidati ai nonni materni dal Tribunale dei Minori, la mamma pare avesse segnalato la pericolosità del suo ex che già in passato avrebbe minacciato Nicolina, ma sta di fatto che Nicolina è morta ammazzata da un uomo con il quale non aveva nulla a che spartire, se non la relazione finita tra lui e la sua mamma. Lei no, non era fuggita lontano, e la sua famiglia, l’epilogo parla chiaro, non l’ha saputa difendere.

Ma il fatto davvero grave è che lo Stato non l’abbia saputa difendere, che per l’ennesima volta non abbia saputo difendere una sua cittadina. Il fatto grave è che ormai seguire i notiziari fa venire la nausea, perche più che notiziari sono bollettini di guerra. Ma in tempi di guerra vige la legge marziale. Si adottano cioè delle misure straordinarie, mentre le leggi ordinarie vengono temporaneamente sospese ed i tribunali militari prendono il controllo della amministrazione della giustizia. Lo dico senza alcun intento provocatorio. I numeri parlano chiaro e sono cifre da guerra. Donne morte ammazzate un giorno si’ e l’altro pure, e adesso come se non bastasse, addirittura ragazzine. Basta sentire giustificazioni, probabili o improbabili, visto che i morti comunque restano, su ritardi, denunce, segnalazioni, mole di lavoro e quantaltro. Quanti altri omicidi dovranno avvenire, quanto altro sangue dovrà essere sparso, quante vite spezzate, quanti occhi che non si apriranno più per osservare le meraviglie del creato e gli orrori commessi dalla mano degli uomini?

Il Parlamento ha il dovere di intervenire immeditamente. Pieni poteri devono essere dati alle forze dell’ordine, e prima ancora ai magistrati. Detto questo chi sbaglierà dovrà pagare, e in prima persona. Ognuno è libero di intraprendere la carriera che vuole. Ma alcune professioni prevedono maggiori responsabilità di altre. E non è possibile che alcune categorie, come ad esempio proprio quella dei magistrati, non paghino mai eventuali errori. Cosa che non mi risulta accada ad esempio per le forze dell’ordine, che a volte pagano pure per errori o colpe non proprie senza avere neppure grande possibilità economica di difendersi, visto gli stipendi che giudicherei da fame rispetto alle responsabilità ed ai rischi corsi quotidianamente.

Le giustificazioni debbono finire qui. Adesso aspettiamo le azioni. Straordinarie. Chi ha il potere faccia, agisca. L’impotenza è una brutta bestia, la peggiore. Quella che provo io come donna, come mamma e come cittadina. Che lo Stato risponda. Domani.

Annunci