FRATELLI D’ITALIA………..

Stavo riguardando le immagini degli scontri di piazza a Roma, avvenuti il 14 novembre in occasione della giornata europea dello sciopero. Mi è venuta una grande tristezza. Forse oltre la rabbia. Perché nei miei occhi sono scorse le immagini di una lotta tra poveri. Ragazzi depredati di dignità e futuro da una parte, agenti di polizia, (ma prima ancora cittadini di un’Italia calpestata) dall’altra. E’ tacito che i manifestanti debbano essere pacifici, come è altresì purtroppo consuetudine che tra i manifestanti vi siano degli infiltrati. Siano essi black block, cani sciolti, oppure agenti provocatori.Certo è che vedere poliziotti prendere a manganellate dei giovani, moltissimi dei quali addirittura liceali, vedere volti insanguinati, ragazzi buttati a terra e trascinati come sacchi di spazzatura, presi a calci in faccia e nel costato, è intollerabile. Incomprensibile. Doloroso. Spaventoso. Si ha la netta sensazione che in quei momenti alcuni agenti perdano il senso della misura. Perdano lucidità. E si lascino andare all’adrenalina e all’istinto. Ma ho visto anche poliziotti, padri di famiglia manganellati a dovere, feriti, caricati non si sa bene da chi. E comincio a sentire odore di anni settanta, di servizi segreti deviati e non. Ho visto il Ministro Severino parlare in TV ma ho visto anche lacrimogeni sparati dal Ministero dell’Interno sulla folla che sfilava pacifica.  Ed è evidente che tutto ciò non sia accettabile. I poliziotti sono servitori dello Stato. Lo Stato dovrebbero essere i cittadini tutti. Poliziotti compresi. Quindi le immagini di mercoledì scorso sono immagini di scontri fratricidi e dolorosamente contro natura.In piazza si è manifestato contro le offensive bugie che il Governo Monti da buon ultimo ci ha propinato. Un Governo che si è presentato circa un anno fa al grido di “Equità sociale, rigore e sviluppo”. In molti gli hanno creduto. Gli studenti come i poliziotti, quelli dell’Ilva di Taranto come gli operai del Sulcis. Ed anche quelle migliaia di persone che di lì a pochi mesi si sarebbero venuti a trovare in un limbo fantozziano se non fosse tragico: gli esodati. Neologismo coniato diligentemente dal governo dei tecnici per tentare di oscurare il fatto che un esodato altro non è che una persona, con la sua storia, la sua famiglia, i desideri e le aspirazioni proprie di ognuno di noi. Una persona che tutto ad un tratto, dopo decenni di lavoro, si è trovata a non avere più un posto nella società. E neanche più un nome. Ma una categoria, una specie a parte, nel tentativo estremo di cancellarne finanche l’esistenza. In piazza si è manifestato contro la disequità sociale, il futuro negato, la scuola pubblica ridotta al lumicino. Contro la finanza che ha fagocitato la politica. Contro lo schifo che subiamo impassibili e rassegnati da troppo tempo.Allora mi è venuto l’impulso di rileggere i principi fondamentali della Costituzione Italiana. Ne riposto alcuni passi:

Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art.17: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”.

Un Governo di tecnici dovrebbe innanzitutto rispettare e far rispettare le regole. Questi Signori temo che la Costituzione non la abbia proprio letta, o che comunque non ne tengano conto. Forse perché molti di loro vivono e forse torneranno a vivere negli Stati Uniti, persone che preferiscono esprimersi in inglese piuttosto che in italiano e che forse hanno persino difficoltà a comprenderlo, l’italiano. Sogno una grande manifestazione pacifica in cui giovani, vecchi, uomini e donne sfilino fianco a fianco facendo capire che si è giunti alla svolta. E sogno di vedere accanto a quella moltitudine di persone, tante altre persone in divisa, poliziotti carabinieri, finanzieri e quant’altro, togliere i caschi e manifestare con e per lo Stato. Quello vero. Ma sogno soprattutto dei politici attenti ai bisogni delle persone, che scendano in piazza senza scorte, pronti ad ascoltare le esigenze del popolo e diventarne reali interpreti.

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