Chiusa la trasmissione di David Gramiccioli su RADIO IES. Chi teme le verita raccontate da Ouverture?

Prendo e riporto dalla pagina facebook di Ouverture DG, la trasmissione radiofonica di David Gramiccioli in onda su RADIO IES ed  improvvisamente cancellata dal palinsesto. David Gramiccioli è un giornalista di razza (una razza purtroppo in via di estinzione). Ha coraggio, fiuto, capacità, cuore. E si è sempre occupato di temi scottanti e di verità scomode. Come la pedofilia.  Come ho avuto modo di dirgli stamattina, sono addolorata. Ed indignata.  Purtroppo molte delle persone  che in questi anni ci hanno supportato e dato voce rispetto alla vicenda di Rignano Flaminio, hanno avuto degli…”incidenti di percorso”. Lui mi ha risposto, e non avevo dubbi, che rifarebbe tutto quello che ha fatto sinora. E che continuerà.  Ne sono certa. Moltissime persone lo seguono e lo amano e non accetteranno in silenzio. L’arroganza del potere nulla può rispetto ad una moltitudine di persone. Che spesso vengono sottovalutate e credute “la parte debole”, quella destinata a soccombere….Vedremo, vedremo……le somme si tirano alla fine. E questo, come ho avuto modo di dire, è solo l’inizio… Ouverture, o comunque si chiamerà la tua trasmissione, tornerà più forte di prima.  Ti abbraccio forte David, e ti sono accanto.

Molti degli ascoltatori e degli amici di David stanno inviando una e-mail di dissenso all’indirizzo segreteria@gruppogarofalo.com. Questo è il testo:”Non esiste salute senza libertà, non potrà mai esserci giustizia senza coraggio. Noi Gente di Ouverture”.  Io l’ho già fatto.

:”Il vostro affetto è la cosa più toccante che abbia mai provato in vita mia. Non esistono parole per ricompensarlo ne per descriverlo. Tuttavia questa nota, nella doverosa premessa, ha un altro scopo; quello di chiarire definitivamente la vicenda Ouverture e il taglio dal palinsesto di Radio Ies, emittente del Gruppo Garofalo, gruppo leader nel settore della sanità privata. Dopo 14 mesi di collaborazione scorsa senza nessuna interferenza editoriale, tuttavia con l’affronto di slittare nell’orario serale del palinsesto la trasmissione, ieri sera, qualche minuto prima di andare in onda, mi veniva comunicata la decisione del gruppo di “tagliare” Ouverture. A casa propria ogni padrone è nel diritto di fare ciò che vuole ci mancherebbe altro e non sto qui neppure a stigmatizzare che un fine rapporto non si comunica negli ultimi 4 giorni di programmazione stagionale, ma bensì nei tempi che dovrebbero garantirsi a un lavoratore per cercarsi un’altra occupazione. Quello che mi preme è pubblicare le parole di commiato: Non è questa la vera informazione(?), parla troppo di pedofilia, ect ect ect, poi il passaggio più comico: ” lei dovrebbe farlo diventare un prodotto il suo lavoro”. Cioè??? Ma tutti gli editori presso i quali ho lavorato sapevano qual’erano gli accordi e li avevano sempre condivisi e sottoscritti, io non ho sponsor. Tutte cazzate. Questa trasmissione, tutto compreso, gli costava 2.000,00 (duemila euro) al mese. Loro speravano che me ne andassi il giorno stesso che mi comunicarono che Ouverture sarebbe andata la sera, per amor di verità volevano sbatterla dalle 12 alle 14 in prima istanza, fummo poi noi a ottenere l’orario 19-21. Perchè accettai? Perchè Ouverture è una delle rarissime voci libere che esistono nell’universo ed è infatti nella fascia serale che abbiamo raccontato ulteriormente l’orrore della sentenza del processo di Rignano Flaminio. E’ nella trasmissione serale che grazie anche agli amici Imma Giuliani e Fabrizio Mignacca e soprattutto al vostro enorme sforzo che il caso di Valentina Salamone non è stato archiviato. Di sera è intervenuto Salvo Cannizzo denunciando l’utilizzo dell’uranio impoverito e gli effetti devastanti sulla salute provocati da queste armi. Lui stesso ha ammesso in diretta di aver ucciso, colpo in testa, un pedofilo che violentava una bambina kosovara. Nell’orario serale Mariam ha denunciato, in esclusiva, dopo 40 anni gli orrori del Paverano di Genova, abusi commessi da un religioso, con la complicità di alcune suore dell’istituto, su bambine che vi dimoravano. Insomma Ouverture doveva restare in vita.
Grazie infinite a tutti voi, dal più profondo del cuore.
David Gramiccioli

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RIGNANO FLAMINIO: SI AVVICINA LA SENTENZA …………………………………….

L’altra settimana , aspettando impaziente notizie da Vallo della Lucania nel giorno della sentenza, mi sono accorta all’improvviso che sono più di 5 mesi che non scrivo una riga sul processo di Rignano Flaminio a Tivoli. Non per mancanza di informazioni od interesse, visto che raramente ho mancato una delle udienze settimanali (ogni lunedì) ed in un paio di casi addirittura bisettimanali,  che si sono svolte da settembre ad oggi. Udienze interminabili, soprattutto per me che aspetto nel corridoio-proprio di fronte all’aula-, essendo per ovvi motivi un processo a porte chiuse al quale possono assistere solo le parti lese. In questi mesi, ho visto testimoni nervosissimi con gli occhi sempre bassi attenti a non incrociare il mio sguardo, altri tesi ma a testa alta. Ho visto periti che hanno fatto centinaia di chilometri con il solo desiderio di apportare il loro contributo, come il Prof Bruni, medico legale tra i massimi esperti in Italia in materia di segni fisici di abuso su minore che purtroppo ha smentito tutti coloro che sinora asserivano che sui bimbi di Rignano non vi fosse un solo esito fisico. Ma anche la spavalderia e la tracontanza della controparte,  sorrisi sarcastici, battute ineleganti, ed in ultimo il gruppetto di “supporters” paesani (nel senso negativo del termine e che nulla ha a che fare con gli abitanti di Rignano in generale, ma si riferisce a quegli abitanti, una tristissima e grottesca claque spero incosapevole… ) in particolare che ha accompagnato l’udienza che vedeva l’interrogatorio di una delle imputate. Leggi il seguito di questo post »

Rignano Flaminio: quello che ho capito.

C’é un grande insegnamento che ho tratto dalla vicenda dei bambini di Rignano Flaminio. Oltre il dolore, la rabbia i mille dubbi, i nemici, gli amici, la stanchezza, oltre tutto. E’ l’impegno. Si l’impegno. Io non ho scelto di impegnarmi, sono state le circostanze che lo hanno fatto per me. Mi sono trovata li in quel momento, il resto è istinto e coscienza. Ho reagito per istinto e coscienza.  Non sapevo bene cosa fare, e forse non ho neanche avuto il tempo di riflettere. Ci siamo mossi in continua emergenza.

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