Il massacro continua. E l’UE sta zitta.

garissa

Roma, 3 Aprile 2015

Sono molte le cose che non mi spiego (molte quelle che sarebbe meglio non capire), sia a livello di politica interna che estera. Ma c’è un fatto, sopra a tutti gli altri, che non solo non riesco a capire, ma che sinceramente mi inquieta molto. Il silenzio assordante dell’occidente tutto, rispetto alle stragi, ormai quasi quotidiane perpetrate in varie parti del mondo da parte di terroristi islamici.

Questo 2015 è iniziato con l’attacco alla redazione di Charlie Ebdo, nel mezzo, una moltitudine di decapitazioni videoriprese minuziosamente e sbattuteci in faccia con ferocia e presunzione, talmente tante da perderne il conto. Poi, meno di un mese fa la strage di Tunisi, al Museo Bardo, nella quale hanno perso la vita ventidue persone, tra la quali quattro nostri connazionali. Adesso la nuova mattanza in Kenya, al Campus di Garissa dove sono stati trucidati 150 studenti.  All’alba di giovedi’, quando i miliziani hanno fatto irruzione nel campus, si sono diretti subito verso un’aula usata dai cristiani per le preghiere del mattino, una vera e propria caccia alla ricerca di studenti di religione cristiana.

L’attacco è stato rivendicato in questo caso da l’ash-Shabaab o Hizbul Shabaab , un gruppo insurrezionalista attivo in Somalia.I jihadisti hanno separato i giovani cristiani da quelli musulmani e rilasciato una quindicina di studenti di religione musulmana. Molti dei cadaveri rinvenuti all’interno del Campus universitario, sono stati trovati decapitati.

Il numero dei morti continua ad aumentare, esponenzialmente, e l’occidente continua a tacere ed a latitare. Emblematica e grave l’assenza della Cancelliera Merkel alla bellissima manifestazione di Tunisi contro il terrorismo, della settimana scorsa. Grave, anzi gravissima, visto il ruolo dominante della Germania nell’ambito di quella che dovrebbe essere l’Europa unita, e che unita non è affatto.

La guerra è guerra, come chiamare altrimenti quella apertamente dichiarataci dai terroristi islamici? E come chiamare chi continua a contare i propri morti senza apparentemente alzare un dito? Ma soprattutto, perchè?

Sarà un caso che, dopo l’allarme lanciato dall’ambasciatore egiziano negli Stati Uniti, di possibili arrivi di terroristi islamici in Italia, nascosti tra i profughi sbarcati sulle nostre coste, non ci sia stato più un telegiornale od un quotidiano che abbia parlato proprio dei suddetti sbarchi?

C’è indubitabilmente qualcosa che non torna. La Guerra del Golfo dovrebbe averci insegnato qualcosa. E cioè che quando c’è interesse e volontà di agire, l’occidente agisce, ed agisce efficacemente.

Quindi, in questo caso, qual’è l’interesse dell’occidente?

Chissà quante altre morti dovremo contare, prima di riuscire a capirlo.

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Monti in India: uno scambio auspicabile.

marò-italiani

Sono stati rispediti in India meno di dieci giorni fa. Un fatto vergognoso. Gravissimo. Inaccettabile. Quella di Massimiliano Girone e Salvatore La Torre è una vicenda che non mi va proprio giù e mi indigna profondamente. Per molteplici motivi. Il primo è che un Paese serio non abbandona i propri figli. Men che meno dei militari nell’esercizio delle loro funzioni. Il secondo è l’umiliazione che l’Italia ha subito a livello di politica internazionale. Ed è proprio di questi giorni la notizia che un incidente molto simile a quello occorso ai nostri militari è successo anche a dei militari americani e tedeschi. Sono curiosa di conoscere gli sviluppi di queste vicende, ma qualcosa mi dice che saranno ben diversi da quelli vissuti dal nostro Paese.

Girone e Latorre sono detenuti in India da oltre un anno, in palese violazione del diritto e delle convenzioni internazionali. All’indomani del loro ritorno in Italia con un permesso speciale per poter votare alle ultime elezioni politiche, l’annuncio che tutti auspicavamo e cioè che il Governo italiano non avrebbe rimandato i marò in India, per la mancanza di garanzie di imparzialità e correttezza procedurale fornite dall’India stessa nel giudicare i due militari italiani.

L’epilogo purtroppo lo conosciamo tutti. L’India batte i piedi, revoca l’immunità diplomatica all’ambasciatore italiano Daniele Mancini, minacciando finanche l’arresto, in barba alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche.

L’Unione Europea se ne è lavata prontamente le mani. Catherine Ashton, responsabile per la politica estera dell’Unione europea si è infatti sbrigata a dichiarare :” L’Ue non fa parte della disputa legale” tra Italia e India e “perciò non può prendere posizione nel merito degli argomenti legali riguardanti la sostanza” del caso marò. Unione Europea…..Forse europea, perché mi pare che di unione abbia veramente poco

Una vicenda, quella dei due marò è stata gestita malissimo sin dall’inizio. Da quando qualcuno (pare l’armatore ed il comandante) ha deciso che la Enrica Lexie dovesse entrare nel porto di Kochi a seguito delle pressioni indiane. Ed ha continuato ad essere gestita anche peggio. Le responsabilità mi pare evidente che non possano che essere del Governo Monti. Pressapochismo, superficialità, mancanza di coraggio.

Bene ha fatto il Ministro Terzi a dimettersi, anche se in ritardo. Bene ha fatto Giorgia Meloni che rivolgendosi a Mario Monti ha detto :”Vede, Presidente Monti, l’articolo 59 della Costituzione italiana dice che possono essere nominati senatori a vita quei cittadini che, cito testualmente, «abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti»; ecco, noi crediamo che per la sua condotta Lei sia incompatibile con le caratteristiche che si richiedono ad un senatore a vita e per questo chiediamo la sua rinuncia immediata ad un titolo che non merita.”

A me piacerebbe molto se Mario Monti, oltre a rinunciare al titolo di senatore a vita, proponesse al governo indiano uno scambio: Girone e Latorre a casa, Mario Monti in India.